QUARTO D'ALTINO. Perché credere nelle potenzialità del Museo di Altino? Quesito attuale in vista del secondo incontro tra imprenditori e direttivo del sito archeologico. A questo interrogativo hanno risposto tre imprenditori del Veneziano e della Marca Trevigiana pronti a far squadra per rilanciare una realtà tra le più prestigiose della storia di Venezia. «Crediamo nella cultura e abbiamo già contribuito al restauro di alcune chiese», spiega Franco Passador, direttore generale di Vivo Cantine viticoltori del Veneto orientale, realtà con oltre 2000 soci (sedi a Portogruaro, Meolo, Jesolo e Pramaggiore), «Altino è un'eccellenza del nostro territorio e il suo legame con Venezia non fa che aumentarne il prestigio. Qui c'è un patrimonio sotto terra e sopra unico», commenta Johannes Oberrauch, ad della Lisec Italia (San Biagio di Callalta), azienda tra le leader nel mondo nella realizzazione di macchine per il vetro piano, «si parla di un'arena come Verona. Serve un potenziamento del collegamento con l'isola di Torcello e Venezia in modo da renderlo fruibile di più ai turisti. Non dimentichiamo che Altino è ben collegata via terra da infrastrutture e dista una decina di minuti dall'aeroporto di Tessera». Stessa lunghezza d'onda di Claudio Ciani Bassetti, titolare dell'azienda Castello di Roncade, nel mondo del vino dal 1930: «Il Museo è un punto di interesse per offrire nuove offerte al turista ed è un fondamento per la nostra storia veneziana». «L'occasione per far conoscere la realtà museale dev'essere il volano per far decollare le nostre eccellenze», aggiungono il sindaco di Quarto, Claudio Grosso, e l'assessore alle Attività produttive, Roberto Dal Cin, «in modo da creare nuove opportunità per l'economia locale».