Nei primi sei mesi dell'istituzione culturale visitatori in aumento del 44: da 92mila a 130mila. Il presidente Baia Curioni: non più solo sede di esposizioni, adesso produciamo cultura MANTOVA. Il Centro internazionale d'arte e cultura di Palazzo Te come un'azienda che produce cultura attraverso mostre, eventi, convegni e concerti. L'idea che aveva Renzo Zorzi, il manager di Olivetti che presiedette il Centro anni fa ai suoi albori e che ora il nuovo presidente Stefano Baia Curioni e il sindaco Mattia Palazzi hanno recuperato e rilanciato. E come un'azienda, oggi 26 luglio è stata presentata la semestrale che ha messo in evidenza un aumento dei visitatori al Te, passati dai 92.852 dei primi sei mesi del 2015 ai 130.570 di quest'anno. Con un incremento da aprile, quando è cominciato il programma di eventi di Mantova capitale della cultura, del 23 per poi salire, fino a giugno, al 44. Il che, secondo i calcoli dello stesso Centro, ha portato un incremento dell'indotto per la città valutabile in 2 milioni 800mila euro. Merito delle mostre di Arienti e Collu (la prima parte, la seconda sarà in autunno), la performance di luce e musica di Brian Eno, la danza contemporanea di Sieni. Con un avvertenza: «L'evento culturale - sottolinea Baia Curioni - non si può valutare solo in base al numero di biglietti venduti». E porta come esempio le 6mila persone che ha richiamato Brian Eno e il sold out per due sere registrato da Sieni (320 posti): «La gente si è innamorata di un nuovo modo di vivere il palazzo, la sua storia». Il sindaco Mattia Palazzi con il... Il sindaco Mattia Palazzi con il presidente del Centro Te Stefano Baia Curioni Durante la mostra di Arienti sono stati distribuiti tra i visitatori 250 questionari per un'analisi a campione da cui è risultato che la loro provenienza è per il 91,4 da fuori Mantova; il 92,6 ha consumato un pasto a Mantova mentre il 48,6 ha pernottato in città. «Partendo da questi dati - spiega Palazzi - abbiamo calcolato l'indotto che ha generato il Centro in tre mesi; un dato sottostimato perché abbiamo preso come punto di riferimento il costo di un pasto a 10 euro e di un pernottamento a 50, cifre al di sotto della realtà». Mantova, dunque, con il Centro, è diventata più attrattiva: «Il 37 in più di turisti in città e il 44 in più di ingressi al Te dimostrano che nessuno sente più il rimpianto delle mostre a pacchetto che non portavano valore aggiunto». I costi: «Per il Centro non abbiamo speso un euro dei mantovani, le spese rientrano nei 3 milioni di sponsorizzazioni e contributi ricevuti nell'ambito di Mantova capitale. Quando siamo arrivati un anno fa abbiamo trovato una perdita di 150mila euro da ripianare, cosa che abbiamo fatto con l'ultima tranche di 78mila euro. Poi, esistono debiti pregressi per 350mila euro su cui si sta facendo un programma pluriennale di rientro». «Per la parte collegata alle produzioni culturali - fa eco Baia Curioni - il Comune, per il 2016, ha stanziato 600mila euro, a cui si aggiunge l'accordo che prevede il 20 dell'introito dei biglietti di ingresso al Te per avviare progetti pluriennali».