Pronte le lettere per costringere le proprietà a mettere gli edifici in sicurezza Il Comune di Pomarance: «Nel caso della chiesa vanno scongiurati crolli» 27 luglio 2016 POMARANCE. La pieve di San Dalmazio e l'hotel La Perla. Due ferite per il territorio di Pomarance a cui occorre porre rimedio. Se non definitivo, con improbabili lavori di recupero e riqualificazione, almeno con un'opera di messa in sicurezza che consenta minori rischi possibili ai passanti e un maggior decoro. La pieve di San Giovanni è nella frazione di San Dalmazio. L'hotel La Perla è a Larderello, al confine col comune di Castelnuovo Valdicecina. Per entrambi le amministrazioni comunali coinvolte sono pronte a chiamare in causa i proprietari. «Scriveremo sia ai proprietari della pieve che a quelli dell'hotel - dice il sindaco di Pomarance, Loris Martignoni - perché così non si può più andare avanti. Se non vogliono effettuare il recupero delle due strutture li obbligheremo almeno a opere di messa in sicurezza per salvaguardare il decoro». Lettere al proprietario della pieve e alla società milanese dell'hotel sono praticamente già pronte. La pieve di San Giovanni a San Dalmazio è al centro di una lunga polemica. Da un lato un comitato di cittadini che ha chiesto alla proprietà d'intervenire senza ricevere risposta positiva. Il Comune si è offerto di pagare parte del recupero. «Ora però siamo arrivati al punto in cui è necessario scongiurare crolli di un bene artistico di grande valore - dice ancora il sindaco di Pomarance - La proprietà non è interessata a una riqualificazione, ma dovrà intervenire per consolidare la struttura. E vorrei che anche la Soprintendenza venisse richiamata alle sue responsabilità per un edificio storico che meriterebbe ben altro trattamento. Noi ci siamo offerti d'intervenire ma non ci è stato possibile». L'hotel di Larderello, invece, è chiuso dal 2002. È un ex stabilimento termale che ha vissuto momenti di splendore per poi cadere in disgrazia. Apparteneva a Enel che l'ha venduto, insieme ad altri immobili, a una società di Milano. Quest'ultima sta cercando di cederlo da anni senza successo. «Il problema è che il prezzo è fuori mercato - aggiunge Martignoni - Ma noi abbiamo la necessità di eliminare il degrado. E vorremmo che venisse fatto, anche in questo caso, un'opera di messa in sicurezza per evitare crolli e guai per i passanti. Tutto questo deve farlo la società proprietaria dell'immobile e col sindaco di Castelnuovo, Alberto Ferrini, stiamo predisponendo la documentazione per chiedere alla proprietà l'intervento ormai non più rinviabile».