L'ARCHITETTO Carlo Terpolilli dice che avrei avuto il dovere di citare il suo nome nel mio articolo sulle sue porte che a mio giudizio sfregiano lo Spedale degli Innocenti di Filippo Brunneleschi. Ebbene, non l'ho fatto per tre motivi. Primo: perché non volevo che la mia totale riprovazione verso l'opera investisse la persona. Secondo: perché credo che quando un architetto cambia i connotati ad un testo sacro della storia dell'arte lo fa soprattutto per rendersi noto al grande pubblico; e non volevo stare al gioco mettendo sullo stesso piano Terpolilli e Brunelleschi. Terzo: perché il punto non è l'indiscutibile diritto dell'architetto alla libertà artistica, ma l'irresponsabilità della committenza e della soprintendenza. Come diceva Petrolini agli importuni che strillavano dalla galleria: «Io non ce l'ho con te, ce l'ho con quello vicino a te che non ti butta di sotto». Ancora. Terpolilli dice che siccome gli Innocenti hanno subito molte manomissioni, anche la sua ha diritto di cittadinanza: io, invece, ho imparato da bambino che due torti non fanno una ragione. Infine, Terpolilli (e siamo a quattro occorrenze: spero di essermi messo in pari) chiede di essere rassicurato sul fatto che il mio articolo non sia «una strumentalizzazione politica». Qua bisogna intenderci: "Repubblica" non è " Casabella". Se decido di "recensire" un intervento come quello su queste pagine è perché credo che esso abbia un rilievo politico, nel senso che riguarda la polis, cioè la comunità. E infatti credo che se Terpolilli (cinque) vuole fare le porte d'oro agli Innocenti questo riguarda il dibattito sullo stato dell'architettura contemporanea: ma se qualcuno gliele fa fare davvero, questo riguarda la salute culturale e morale della città, e della sua classe dirigente. Che direbbe Celentano non è buona.
FIRENZE - Innocenti e la salute culturale
L'architetto Carlo Terpolilli ha scritto un articolo sulle porte del Spedale degli Innocenti di Filippo Brunelleschi, in cui ha criticato le porte di Terpolilli. Terpolilli ha affermato che avrebbe dovuto essere citato nel testo, ma non lo ha fatto per tre motivi: per non investire la sua persona, per non mettere sullo stesso piano Terpolilli e Brunelleschi, e per non voler stare al gioco. Terpolilli ha anche affermato che le porte del Spedale hanno subito molte manomissioni e ha diritto di cittadinanza. L'autore dell'articolo ha risposto che il suo articolo non è una strumentalizzazione politica, ma piuttosto una critica all'intervento di Terpolilli e alla sua influenza sulla comunità.
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