È LA CHIESA di Luca Giordano. Una pinacoteca che custodisce tele, affreschi e spoglie del pittore protagonista del Seicento napoletano. E da quasi due anni è ingabbiata da transenne e impalcature. «Siamo nelle mani di Dio, qualcuno si muova» dice don Tommaso, il sacerdote della chiesa di Santa Brigida che è di proprietà del Fec (Fondo edifici di culto). «Abbiamo mezza navata transennata e la facciata coperta da tubi innocenti - prosegue il parroco 77enne - Chiedo da mesi al ministero dell'Interno, alla prefettura e alla soprintendenza di mettere in sicurezza la volta e completare i lavori di messa in sicurezza, ma niente. La bellezza è ingabbiata, speriamo non avvenga di peggio e che non cadano calcinacci sui turisti che visitano questo tesoro barocco ». Un labirinto di tubi di ferro copre l'ingresso della chiesa dei padri leonardini su via Santa Brigida, proprio accanto alla galleria Umberto. L'impalcatura posta dal Comune dopo la caduta di calcinacci che costò la vita al 14enne Salvatore Giordano, è congelata lì da una questione burocratica. L'esterno è lo specchio dell'interno dove un rettangolo di reti metalliche nasconde lo splendido altare maggiore. E dove un inusuale nastro bianco e rosso segna il limite invalicabile per chi entra in chiesa. La recinzione contiene due file di 10 banchi sottratti ai fedeli. Restano altre due file di 12 banchi per ascoltare la messa. Il baldacchino metallico che protegge i visitatori dalla possibile caduta di calcinacci nega ai numerosi turisti la vista della cappella laterale. Qui nessuno ammira più la tela di Luca Giordano in cui Sant'Anna regala fiori alla piccola Maria. È solo una delle meraviglie realizzate da "Lucafapresto" e sparse nella navata a croce. Poco più avanti il dipinto di San Nicola anticipa di pochi passi la tomba del Giordano che chiese ai padri di essere sepolto proprio lì. Basta alzare la testa per vedere la Gloria di Santa Brigida sotto la cupola alta 9 metri. «La chiesa purtroppo però è ridotta in questo stato da quasi due anni - continua don Tommaso - dopo una consistente caduta di calcinacci dalla volta, il ministero fece due interventi di somma urgenza su una porzione della volta e sulla cupola esterna. Poi hanno messo le transenne intorno ai banchi e non sono più tornati. Oltre al valore artistico c'è un servizio da garantire, la chiesa è sempre aperta per fedeli e turisti». Anche in sagrestia ci sono opere firmate da Giordano: la Passione di Gesù e il Giudizio universale: «I turisti hanno il diritto di ammirare tele e affreschi in condizioni dignitose e sicure, e la facciata va liberata - conclude il parroco - capisco che il momento è critico e non ci sono fondi, ma non possiamo rimanere con la chiesa pericolante ».