ROMA Ultime ore d'attesa e, forse, frenetico ripasso. Poi la resa dei conti per quel piccolo esercito di quasi 20mila professionisti della cultura in cerca di collocazione. Partono ufficialmente domani, martedì 26 luglio, i test preselettivi per il "concorsone" del ministero di Beni culturali e turismo (Mibact), quello che «per la prima volta dopo nove anni» aprirà le porte del dicastero immettendo nei ranghi dell'amministrazione 500 nuovi funzionari a tempo indeterminato, tra architetti, bibliotecari, antropologi, esperti in comunicazione, demoetnoantropologi, archeologi, archivisti, restauratori e storici dell'arte. Un «evento epocale», come sottolineano al ministero, perché se l'ultimo concorso al Collegio Romano «risale al 2008 e solo per una sessantina di posti, non da funzionari», si deve tornare indietro «fino agli anni '80 per arrivare a cifre intorno ai 300». La risposta è stata di massa: 19.479 iscrizioni da tutta Italia, con una nettissima prevalenza di donne (72) e più di 4mila iscritti solo dal Lazio, tra laureati, specializzati e la piccola folla di addetti che da anni orbita, fino a oggi senza speranze, intorno a uffici del ministero e Soprintendenze. La polemica scoppia però alla vigilia del test, quando da norma vengono pubblicati i 5mila quiz a risposta multipla affidati a Formez-Ripam (organismo che cura il reclutamento per tutta la pubblica amministrazione), dai quali saranno estratti i quesiti ufficiali di martedì. «Domande quasi tutte di storia dell'arte con pochissima archeologia, quasi niente per bibliotecari e archivisti - denuncia il sito Emergenza Cultura - e soprattutto bizzarre, irrilevanti, irte di errori, talvolta con tutte e tre le risposte sbagliate. O con definizioni copiate da Wikipedia». Tra le più citate, anche dal presidente del Comitato per la Bellezza, Vittorio Emiliani, quella sull'autore della statua del Pugilatore al Museo Nazionale Romano (che invece è anonimo) e un'altra sul materiale con cui sono realizzati i Bronzi di Riace (che secondo gli autori del quesito si troverebbero ancora a Palazzo Campanella). Ma oltre ai 25 quesiti bislacchi («subito espunti» fanno notare dal Mibact) a non piacere a molti è proprio il ricorso ai quiz. «Il rischio - spiega l'archeologo e presidente del Fai Andrea Carandini - è che vengano selezionati i maniaci delle nozioni, mentre i giovani davvero capaci di operare sul campo siano scartati». E poi ancora il Comitato per la bellezza e Giuliano Volpe, presidente del Consiglio superiore del ministero, «convinto che il patrimonio culturale sia un campo nel quale tale tipo di prove non può funzionare». Dal Mibact fanno notare però che i quiz, «non costituiscono oggetto del concorso, sono solo preselettivi». Servono cioè a una prima mega-scrematura per scendere da 20mila a 3mila aspiranti, nel rispetto del «decreto interministeriale che impone un numero di candidati non superiore a cinque volte i posti a bando». I test, poi, viene sottolineato, «sono usati anche in magistratura» e si è ricorso «all'organismo statale di cui ci si avvale per la preparazione dei concorsi». Metodo brutale, forse. Ma che, oltre a saggiare «le capacità di adattamento dei candidati», soprattutto «non farà durare 2-3 anni un concorso», che ora invece marcerà a ritmi serrati.
Al via il concorsone per 500 posti
Il ministero di Beni culturali e turismo (Mibact) sta per aprire le porte del dicastero per 500 nuovi funzionari a tempo indeterminato. Il concorso, che è stato atteso da molti, è stato pubblicato con 19.479 iscrizioni da tutta Italia. I test preselettivi, che saranno eseguiti domani, martedì 26 luglio, sono stati criticati per la loro difficoltà e per la presenza di quesiti bizzarri e irrilevanti. Il rischio è che i candidati più capaci siano scartati a favore di quelli che hanno una conoscenza superficiale delle nozioni.
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