«È stata una sconfitta, ora però si deve risalire la china, superando i milanesi». Il presidente del Piemonte Sergio Chiamparino è da poco uscito dal ministero dei Beni Culturali dove, il giorno dopo la conta e lo strappo degli editori che aderiscono all'Aie, ha incontrato il ministro Dario Franceschini. «Con lui siamo in totale accordo», dice il governatore. E aggiunge: «Stiamo ragionando su un progetto che abbia caratteristiche nuove e che superi Milano. Franceschini è molto irritato per come l'Aie ha portato avanti la questione». Dalla sede dell'associazione di Milano è partita ieri la lettera di recesso dalla carica di socio fondatore del Salone del Libro. Cosa che era già stata decisa in un Consiglio generale del 25 febbraio. Chiamparino ribadisce che «uscire per loro non sarà facile, si andrà per avvocati. Insomma, non la chiudiamo così a tarallucci e vino». Il presidente della Regione conferma la disponibilità dell'ex ministro alla Cultura e presidente della Treccani, Massimo Bray, a guidare il processo di rinnovamento della formula Salone. Non subito come presidente: «Costituiremo un gruppo di lavoro - dice Chiamparino - per mettere a punto le linee guida. Bray mi ha confermato la sua disponibilità». Qualche indicazione arriva dalla sindaca di Torino, Chiara Appendino, che ieri sul caso Salone è intervenuta in Sala Rossa: «Abbiamo due appuntamenti. Domani (oggi, ndr) ci sarà l'assemblea della Fondazione, poi lunedì un primo incontro operativo in cui inizieremo a lavorare sul format di questo evento che vuole essere forte e competitivo ». La prima cittadina aggiunge che si «lavorerà nei prossimi giorni a una nuova formula che punti a includere più spazi in città che sia di grande impronta culturale che possa essere diverso da quello che sarà il progetto di Milano ». Sulla questione interviene anche il sindaco meneghino, Giuseppe Sala: «Visto che la decisione c'è, a questo punto governiamola e cerchiamo di farla diventare una opportunità per Milano ». E poi, mostrando più diplomazia del presidente dell'Aie Motta, aggiunge: «Fino a oggi non sono voluto intervenire più di tanto su questo tema perché mi sono chiare le delicatezze del rapporto con Torino». Ma poi in consiglio comunale conclude che andrà avanti con decicione e ha annunciato che incontrerà gli editori e i rappresentanti di Fiera Milano la settimana prossima per mettere a punto una prima bozza di programma. Nel dibattito in Sala Rossa è intervenuto anche «nella vicenda del Salone del Libro l'Aie ha tenuto un comportamento molto scorretto», ha detto Fassino. E aggiunge: «Torino non può rinunciare ad essere la città del libro e sebbene questa vicenda abbia prodotto 'una ferita' nei rapporti con Milano, le due città sono complementari tra loro ed è necessario lavorare per costruire un'interdipendenza e non una divisione».
Salone, Chiamparino vola a Roma dal ministro "Batteremo i milanesi"
Il presidente del Piemonte Sergio Chiamparino ha incontrato il ministro Dario Franceschini per discutere del Salone del Libro. Chiamparino ha confermato la disponibilità dell'ex ministro alla Cultura e presidente della Treccani, Massimo Bray, a guidare il processo di rinnovamento della formula Salone. La Regione Piemonte ha deciso di uscire dalla carica di socio fondatore del Salone del Libro, che era già stata decisa in un Consiglio generale del 25 febbraio. Il governatore ha ribadito che uscire per loro non sarà facile, si andrà per avvocati. La Regione ha anche deciso di costituire un gruppo di lavoro per mettere a punto le linee guida.
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