Le proposte di otto professori a Urbani e Veltroni Sono state soprattutto questioni di metodo al centro della prima riunione della commissione mista Ministero-Comune per definire le linee per la riqualificazione complessiva di piazza Augusto Imperatore, I soprintendenti e gli esperti hanno deciso di fare un primo sopralluogo nella piazza il 15 aprile. Per quella data disporranno anche di un dossier storico-architettonico che sintetizza le stratigrafie e le tappe che hanno portato all'attuale assetto. CHIEDIAMO la loro attenzione su una vicenda romana: la nuova sistemazione dell' Ara Pacis e della Piazza Augusto Imperatore. Questa vicenda, dopo un lungo periodo di silenzio sembra di nuovo interessare alcuni Amministratori, intellettuali, architetti e qualche funzionario difensore del dato di fatto amministrativo. E rimane un argomento di grandissimo interesse per la cultura della città in generale e per la qualità urbana di Roma. Molti intellettuali, architetti, docenti e artisti hanno preso posizione circa questo problema, che tuttavia in alcuni momenti sembra instradato sulla via dell'ordinaria amministrazione, secondo un sommesso svolgersi delle cose che appare quasi ineluttabile. Eppure proprio la demolizione e quindi la scomparsa dei padiglione esistente del '38 può essere ora il motivo di fondo per porre in modo nuovo il problema dell'ambiente urbano circostante il Mausoleo di Augusto, ora seminterrato al centro della piazza, e del rapporto visivo e materiale con il Tevere. E' questo il momento di una decisione: una decisione di cui pentirsi in seguito, se si lasciano le cose andare avanti tacitamente, oppure una decisione colta, non conse-vatrice e conformista, di cui andare orgogliosi in futuro. Per quest'ultima ci vuole uno scatto immaginativo, per proporre una soluzione che riporti la cultura romana della città a livelli europei e nell'ambito di quel rapporto stretto storia-progetto che, nel bene e nel male, è sempre stato la sua caratteristica. L'iniziativa è nata, purtroppo, su un programma sbagliato, che quindi necessariamente ha portato ad un progetto sbagliato: sostituire il padiglione di Morpurgo con un museo, un edificio, tra l'altro molto più lungo, più alto e profondo nello stesso luogo Attualmente, a demolizione completata, il vuoto così createsi verso il fiume fa vedere ancora meglio quanto sia giusto sostenere che il problema principale della piazza è quello di riaprirla verso il Tevere, e non di concluderla definitivamente con una retorica quarta parete (come sarebbe il progetto Meier), che chiuderebbe per sempre dentro una buca l'antico mausoleo. L'attuale piazza è chiusa su tre lati e il quarto è aperto verso il Tevere. Lo spazio urbano con al centro il mausoleo una volta apriva sul fiume ma, con la costruzione otto-novecentesca degli argini e dei lungotevere e con le successive demolizioni e sistemazioni, fu fatto ripiegare verso l'interno, su se stesso, intorno ai resti dei mausoleo, dimenticando e negando ogni rapporto con il fiume e seppellendo l'antico Porto. Il porto di Ripetta era urbanisticamente il vero pendant conclusivo della scalinata di Trinità de' Monti. In qualunque modo si voglia oggi intervenire, non si può non partire da questa realtà: è questo il centro del problema, se si vuole una soluzione generale più giusta e più adeguata, non va progettato il quarto lato mancante della piazza, come invece è stato chiesto a Richard Meier, ma occorre riaprirla verso il fiume, sfondare verso il Tevere, riportandosi al Piano archeologico alla base del Mausoleo, e ritrovando l'antico Porto di Ripetta. Il lungotevere potrebbe in questo tratto passare in galleria, così da permettere la visibilità verso e dal Tevere, la piazza diverrebbe in questo modo un nuovo magnifico affaccio sul fiume. Alcune paratie mobili, ormai di facile realizzazione e uso, potrebbero proteggere dall'acqua la piazza in caso di piene eccezionali, come sostenuto anche dal prof. Tamburino. Nel disliyello tra la porzione di piazza riportata al piano archeologico, che diverrebbe il nuovo piano pedonale verso il fiume, e il resto della piazza, nella porzione adiacente alla Chiesa di San Rocco, potrebbe trovare spazio un ampio museo semi-ipogeo, magari progettato dalla stesso Meier, dopo avergli pagato il lavoro già fatto. Scriviamo questo perché riteniamo, in un momento in cui si sta cambiando in modo definitivo una parte importante della città, di dovere, come docenti e come responsabili di istituzioni importanti, far sentire il nostro parere, e non rimanere in un silenzio, che apparirebbe il segno di una grave assenza. Ci sembra anche opportuno ricordare che nella primavera 2001 l'Archivio di Arte Contemporanea Crispolti e l'Ordine degli Architetti dì Roma e Provincia promossero un concorso di idee per architetti ed artisti, per la sistemazione della piazza. Manfredi Nicoletti era membro della giuria. Due tra i più interessanti progetti (gruppi Al magno - Muntoni -Pazzagnini e Bentivoglio - Petrangeli), riconosciuti tra i migliori, seguivano appunto questa strada di apertura della piazza verso il fiume, esaltando tra l'altro le duo chiese di San Rocco e San Girolamo degli Schiavoni. Con soluzioni di questo genere, che noi auspichiamo, si verrebbe a creare un nuovo affascinante spazio romano, un'idea forte ed attuale, capace di valorizzare tutte le tracce o le memorie di cui il luogo è così ricco e di costituire un forte elemento di attrazione e di interesse nella città. Solo con queste premesse si potrebbe bandire un Concorso di sistemazione di un'intera piazza; diversamente ogni soluzione sarebbe nuovamente destinata all'insuccesso, perché nasce-rebbe su un programma sbagliato. Valter Bordini, Paolo Portoghesi, Manfredi Nicoletti, Aldo Loris Rossi, Marcelle Pazzaglini, Vittorio Franchetti Pardo, Mario Docci, Marco Petreschi, Giorgio Muratore.
ARA PACIS, lettera aperta di docenti di Architettura
Un gruppo di professori ha proposto una soluzione per la riqualificazione della piazza Augusto Imperatore a Roma. Sono stati chiamati a lavorare insieme con il Ministero e il Comune per definire le linee per la riqualificazione della piazza. Il gruppo ha proposto di fare un sopralluogo nella piazza il 15 aprile e di utilizzare un dossier storico-architettonico per sintetizzare le tappe che hanno portato all'attuale assetto della piazza. Il gruppo ha anche proposto di riaprire la piazza verso il Tevere, che è stato chiuso per secoli.
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