IL vantaggio di Torino non è quello economico, dice la sindaca Chiara Appendino «la nostra forza sta nella storia di trent'anni e nei tanti progetti culturali che questa città ha saputo affiancare al Salone del Libro di Torino». Nella buvette di Palazzo Lascaris, dov' è in visita come presidente della Città metropolitana per una partita aperta sulle risorse per la formazione, la sindaca grillina non ha l'aria di chi pensa che i giochi siano fatti e il verdetto scontato. Prima di siglare la lettera di critiche inviata all'Aie nel pomeriggio e firmata con il presidente della Regione Chiamparino, accetta di riflettere sulla chance del Salone a poche ore dalla decisione dell'Associazione italiana editori. «Torino ha alcuni punti di debolezza e altri di forza - sottolinea - fra i primi ci sono di certo i vantaggi economici. Le ragioni per cui siamo più forti e partiamo in largo vantaggio stanno nell'esperienza maturata in 30 anni di storia del Salone del Libro e in un progetto culturale complessivo che va ben oltre i confini del Lingotto ». Sulle debolezze Torino e il Piemonte hanno lavorato con decisione negli ultimi giorni, e l'accordo con Gl Events ne è stata la dimostrazione: «Abbiamo fatto tutto il possibile per arrivare ad un'intesa che riducesse radicalmente lo squilibrio dell'affitto». L'obiettivo è stato raggiunto: «Quello che si poteva fare per correggere la situazione del passato è stato fatto ». Per questo, spiega, la parole pronunciate lunedì in Sala Rossa devono essere interpretate non come una dichiarazione di eccessiva confidenza, ma come il riconoscimento di un dato di fatto: «Ho detto che noi siamo avanti anni luce proprio perchè penso che non possano prevalere gli aspetti economici rispetto ad un progetto forte di trent'anni di esperienza e di organizzazione rodata». Il colloquio con il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini è costante: «Ci siamo sentiti anche lunedì», conferma Appendino, senza rivelare il contenuto delle conversazioni. Il pressing, da quanto si conferma nel messaggio che arriva da Palazzo Chigi e dal ministero, è servito a rafforzare la convinzione che la posizione di Franceschini e del governo giocherà un ruolo non indifferente. Dalle parti di Palazzo Civico confidano che la storia di Torino, la presenza di ministeri e banche all'interno della Fondazione, possano spaccare il fronte e persino far pendere l'ago della bilancia su Torino. «Vediamo cosa decideranno gli editori», commenta, in apparenza serafica, la sindaca grillina. (s.str.)
TORINO - La sindaca: il ritorno economico non può essere tutto
La sindaca di Torino, Chiara Appendino, afferma che il vantaggio della città non è economico, ma sta nella sua storia di 30 anni e nei progetti culturali. Ha incontrato il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini e conferma che il colloquio è stato positivo. Appendino sottolinea che Torino ha lavorato per ridurre lo squilibrio dell'affitto e che l'accordo con Gl Events è stato raggiunto. La sindaca riconosce che il Salone del Libro è un progetto forte e che la sua esperienza e organizzazione sono un vantaggio. Non si pronuncia sulle decisioni dell'Associazione italiana editori.
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