Maria Luisa Storchi: «Saremo noi a valutare il trasferimento e l'idoneità di altre sedi» NAPOLI. La situazione, per ora, è sotto controllo. Lo assicura Maria Luisa Storchi, Soprintendente Archivistico della Campania, che sta seguendo con particolare attenzione (e anche un pizzico di apprensione) la sorte del corposo patrimonio documentale dell'Archivio storico del Comune di Napoli conservato nella sede di Salita Pontenuovo, chiuso da lunedì al pubblico per problemi statici dell'edificio. Che fine faranno gli antichi registri, le vecchie carte pregne di memoria della città? L'assessore comunale alla Cultura Nino Daniele ha spiegato ieri al Corriere del Mezzogiorno che il fondo sarà trasferito «in sedi idonee», ipotizzando alcuni spazi dell'Albergo dei Poveri e della biblioteca Verde di Secondigliano. Ma siamo appunto nel campo delle ipotesi. «Per il momento non c'è nulla di deciso afferma la Storchi e nulla il Comune può decidere senza la nostra autorizzazione. Di certo vigileremo su ogni passaggio dell'eventuale trasferimento dei documenti in sedi temporanee. Il nostro controllo è costante e interagiamo con l'amministrazione comunale per ogni aspetto della vicenda, ma bisogna prima inquadrare il problema in modo preciso, al di là delle anticipazioni giornalistiche». Il Comune dovrà quindi presentare alla Soprintendenza un progetto dettagliato di tutela dell'archivio, con tanto di destinazioni, tempi e modalità del trasferimento. Questo sarà vagliato, anche in considerazione di una necessaria centralità logistica della raccolta secolare. «Naturalmente ribadisce la soprintendente - noi auspichiamo che si trovi prima o poi una singola e adeguata sede per non disperdere questo patrimonio della città». San Lorenzo Maggiore potrebbe essere il luogo adatto per riunificare tutte le sezioni, ma sempre dopo la radicale riqualificazione (dai tempi incertissimi) prevista nell'ambito del progetto Unesco. «Eppure una sede era stata già individuata all'epoca della giunta Bassolino», rivela Maria Rosaria De Divittis, presidente Fai Campania ed ex Soprintendente Archivistico regionale. «Con quell'obiettivo erano pure stati effettuati dei lavori nei vasti ambienti dell'ufficio anagrafe a piazza Dante, ma poi qualcuno dell'amministrazione comunale pensò che sarebbe stato meglio destinare lo stabile per la realizzazione di un hotel cinque stelle, che neanche è stato fatto». Oltre al rischio di suddivisione del fondo archivistico municipale, c'è un problema di consapevolezza dell'importanza del bene storico. «C'è scarsa competenza e poca voglia di valorizzare dice De Divittis . Non si tratta solo di vecchie carte da tutelare ma è in gioco il diritto alla memoria storica. La situazione precaria di Salita Pontenuovo si trascina da anni e noi del Fai la conosciamo bene». Pure la facciata dell'edificio è a rischio crolli. Ma qualcuno ha pensato bene di spingere via le transenne di sicurezza per consentire il passaggio delle auto. Nessuno vigila e l'Archivio chiude nell'indifferenza generale.