Riceviamo da Pier Giovanni Guzzo: TARANTO, E DINTORNI Di ritorno da un breve viaggio in partibus infidelium prendo conoscenza di quanto ha scritto Giulio Volpe a proposito delle mie dimissioni dal Consiglio Scientifico del Museo Archeologico Nazionale di Taranto. Sulla procedura seguita per la mia nomina e la questione della data dell'inaugurazione del nuovo allestimento del Museo non mi dilungo. Il primo argomento non interessa a nessuno; per il secondo è sufficiente leggere con serenità quanto da me scritto il 15 luglio scorso per comprendere che non esiste. È, invece, significativo quanto scrive Giulio Volpe a proposito del coinvolgimento della Direttrice pro tempore nella realizzazione del nuovo allestimento del Museo. Volpe ci informa che è stato nullo. A quale titolo, quindi, la Direttrice pro tempore ha occupato fino ad oggi la sua funzione, così da poter accogliere, fra qualche giorno, le Autorità convitate a solennizzare l'inaugurazione? Perchè la Direttrice pro tempore non è stata in grado non dico di guidare, ma almeno di partecipare alla realizzazione dell'allestimento stesso? Ne è stata impedita? Oppure non ha voluto? Non posso pensare che non abbia saputo. Qualunque sia la risposta a queste domande, non cambia la conseguenza: la Direttrice pro tempore non è responsabile del nuovo allestimento museale (e quindi non si comprende a quale titolo occupi il suo posto); la stessa non conosce alcunché dell'allestimento stesso (tanto che non è stata in grado di informarne il Consiglio Scientifico); la stessa prenderà in consegna un museo che sarà rapidamente rivoluzionato secondo il criterio dell'attuale Direzione, oppure sarà lasciato così come altri l'hanno allestito, e quindi estraneo, freddo e muto nei riguardi della gestione ufficiale. Si deduce, inoltre, che la Direttrice pro tempore non è stata in grado di coinvolgere coloro che hanno completato il nuovo allestimento: quindi non è stata in grado né di molcire né di stroncare, come predicava Machiavelli. Se ammiriamo la mitezza mostrata, non possiamo nella stessa misura ammirare il livello di leadership (non) evidenziato. Eppure, la scelta dell'attuale Direttrice è stata l'esito di un concorso internazionale! In definitiva, pare che a Taranto la riforma non abbia sortito gli effetti sperati e annunciati. Sono costretto, adesso, a riferirmi a quanto Giulio Volpe afferma a proposito della motivazione delle mie dimissioni. Anche per questo argomento rimando a quanto ho scritto il 15 luglio: se Volpe non si sente coinvolto dal modo nel quale viene trattato colui che lui stesso, come rivendica, ha proposto non so che dire. Fossi nei suoi panni, avrei apprezzato. Ma non siamo tutti uguali. Posso, inoltre, assicurare Volpe che le mie dimissioni non hanno lo scopo di far accendere i riflettori su di me e su quanto faccio. Da quando sono in pensione, il mio ideale è lathe biosas: ma non posso non reagire alle offese alla mia dignità personale, come in questo caso. Continuo anche ad appassionarmi alle sorti del patrimonio culturale del nostro Paese: e ritengo che la riforma Franceschini sia stata quanto di peggio si potesse immaginare al proposito. Così, nella realtà, si constata nelle schizofreniche vicende del Museo Archeologico di Taranto: nel quale chi ha titolo non ha agito; mentre chi non ne ha è artefice del nuovo allestimento. In passato, Giulio Volpe ha assicurato per scritto di non essere fautore del pensiero unico: affermazione che gli fa onore. Ma lo prego di dimostrarlo anche con i fatti: non travisando l'altrui pensiero e scritto, non ipotizzando arrières pensées triviali, riconoscendo che non tutto quanto la riforma Franceschini abbia previsto funzioni al meglio. PIER GIOVANNI GUZZO