Un museo con il Botticelli ritrovato Da oggi a Villa La Quiete si possono vedere sette capolavori. Da primavera l'allestimento completo Il primo passo è stato inaugurare la mostra temporanea, da oggi al 30 ottobre, con sette capolavori come l'Incoronazione della Vergine e Santi attribuita a Sandro Botticelli e bottega, rimasta «nascosta» per anni agli occhi del pubblico e ora ritornata in mostra a ingresso gratuito. E ancora lo Sposalizio mistico di Santa Caterina di Ridolfo del Ghirlandaio e un crocifisso di Baccio da Montelupo. Il prossimo sarà fare di Villa La Quiete un vero museo, cosa che avverrà entro la prossima primavera. Lo ha confermato l'appena nominato nuovo soprintendente per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le Provincie di Firenze, Pistoia e Prato Andrea Pessina: «Oggi abbiamo fatto il primo passo. È solo una piccola parte, un inizio ha detto ieri al taglio del nastro della mostra nella villa medicea di via di Boldrone 2 Ma l'impegno che mi prendo e ci prendiamo come soprintendenza è chiaro: completare l'esposizione al fianco dell'Università promettendo che mai sarà tagliato il filo che unisce Villa La Quiete al suo patrimonio artistico». Villa La Quiete, di proprietà della Regione Toscana che recentemente ha finanziato alcuni interventi di restauro e gestita dal Sistema museale dell'Università di Firenze, ex convento delle Montalve ed ex dimora estiva dell'Elettrice Palatina, ha allestito un primo impianto espositivo nel refettorio dopo le polemiche dello scorso marzo per il ritrovamento del «Botticelli nascosto», o meglio riposto in un magazzino. La tempera su tavola del maestro fiorentino era stata pensata per la chiesa di San Francesco a Montevarchi, fu portata a Firenze in epoca napoleonica e donata alle Signore Montalve. Il resto del percorso prevede l'allestimento anche delle stanze che accolsero dell'Elettrice Palatina negli ultimi anni di vita e che saranno trasformate nella quadreria principale. All'inaugurazione della mostra, curata da Cristiano Giometti e Donatella Pegazzano, sono intervenuti anche il soprintendente Archivistico Diana Marta Toccafondi, il direttore del Polo Museale della Toscana Stefano Casciu e la vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni che ha ricordato come Villa La Quiete sia uno dei rari esempi dove «cultura, università e ricerca convivono», un «luogo straordinario sia per i capolavori contenuti, sia perché rappresenta un unicum di documentazione sulla pedagogia messa in atto dall'ordine delle Montalve» che si occuparono della formazione e dell'educazione delle donne delle più importanti famiglie fiorentine. Il rettore dell'Università di Firenze Luigi Dei ha ricordato invece che «con la decisione di creare un percorso museale per valorizzare l'ingente patrimonio culturale presente abbiamo voluto riaffermare, di comune accordo con la Regione, il principio dell'indissolubilità e dell'integrità della risorsa pubblica, che deve essere patrimonio dell'intera collettività» e al tempo stesso «l'importanza fondamentale nella storia dell'educazione femminile di questo luogo, ultima villa medicea a essere costruita in ordine di tempo e tra i primi al mondo a porre la figura femminile in una posizione di protagonismo non solo nel campo degli studi umanistici ma anche in quelli scientifici, fino a quel momento un'esclusiva maschile».
Firenze. In mostra a Villa La Quiete il capolavoro ritrovato. E a primavera il museo
Oggi a Villa La Quiete, in via di Boldrone 2, è stata inaugurata una mostra temporanea con sette capolavori, tra cui l'Incoronazione della Vergine e Santi attribuita a Sandro Botticelli e bottega. La mostra è curata da Cristiano Giometti e Donatella Pegazzano e sarà aperta fino al 30 ottobre. Il prossimo passo sarà completare l'esposizione con altre opere, che prevede l'allestimento delle stanze dell'Elettrice Palatina. La mostra è stata inaugurata con l'intervento del nuovo soprintendente Paesaggistico Andrea Pessina, che ha confermato l'impegno per completare l'esposizione al fianco dell'Università.
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