Ieri la procura ha «formalmente chiesto l'intervento di Eurojust e delle istituzioni europee» VERONA. Ormai ha assunto i contorni di un autentico intrigo politico-diplomatico, ma la (finora mancata) restituzione dei 17 quadri depredati da Castelvecchio rimane innanzitutto un caso giudiziario. E la riprova sta nei fatti. Venerdì, per la quinta volta, dal pubblico ministero Gennaro Ottaviano che conduce l'inchiesta sulla rapina a mano armata messa a segno al museo la sera del 19 novembre 2015, è stata inviata una email ai colleghi della procura generale di Kiev. Quinto invio di posta elettronica dall'ex Mastino, ma contenuto della missiva perfettamente identico alle precedenti: accordiamoci, di comune intesa, su una data per poter venire a prendere in Ucraina le opere e riportarle a Verona. Risposta, pressoché immediata, esattamente uguale alle altre quattro email passate: la riconsegna delle tele - questo il senso del messaggio tradotto - non dipende da noi, ma è diventata una questione politico diplomatica. Niente da fare, insomma. Un semaforo rosso che, dal suo ufficio, ha indotto il pm Ottaviano ad intraprendere subito una seconda iniziativa: inviare una lettera di doglianza a Eurojust, l'organismo con sede all'Aja che coordina i rapporti giudiziari e investigativi tra i Paesi aderenti all'Ue, in cui si lamenta «l'indebita trattenuta delle tele da parte dell'Ucraina». Inoltre, dopo quella informale dei giorni scorsi, dalla procura è scattata «una formale richiesta di intervento a Eurojust e alle istituzioni europee affinché venga risolta l'attuale situazione di stallo». Ma la telenovela sul ritorno dei quadri ha visto andare in scena ieri un'ulteriore puntata, con la rassicurazione giunta per voce del deputato Pd Vincenzo D'Arienzo sul fatto che «I dipinti rubati a Castelvecchio torneranno a Verona, presumibilmente entro l'autunno». Autore di un'interrogazione sul caso, il parlamentare ha dichiarato: «Finalmente una notizia positiva: è in corso di organizzazione la visita nel nostro Paese del premier ucraino Poroshenko nell'ambito della quale i quadri saranno restituiti a Verona e, quindi, all'Italia». Ancora: «Il premier ucraino ha garantito al governo italiano la propria volontà di riportare personalmente i quadri in Italia nel corso di una visita ufficiale che dovrebbe tenersi tra settembre e ottobre prossimi, se non emergono altre priorità». È quanto emergerebbe da contatti avuti in giornata con il sottosegretario al Ministero Affari Esteri, onorevole Enzo Amendola: «Il sottosegretario - chiarisce D'Arienzo - ha garantito l'interesse forte del Governo affinché i quadri siano restituiti e mi ha annunciato la novità. Sono molto soddisfatto dell'impegno del governo e dell'onorevole Amendola che sta seguendo con scrupolo la vicenda, perché ha ben compreso il valore che lega Verona ai suoi quadri». E sempre ieri non ha mancato di far sentire la propria voce anche Michele Croce:«Esattamente un mese fa abbiamo scritto al governo chiedendo di attivare ogni canale diplomatico perché avevamo avuto notizia delle intenzioni di Poroshenko. Ora abbiamo la conferma che nessuno ha idea di come riportare a Verona i quadri e pendiamo dalla labbra di un controverso uomo politico che si prende gioco di Verona dispensando inutili promesse - tuona il candidato sindaco di Verona Pulita -. Come è saltato in mente a Tosi e ai suoi di regalare gli onori della nostra amata città a chi oggi sta illegalmente trattenendo le nostre opere d'arte? Il regolamento comunale per la cittadinanza onoraria parla di vite esemplari, di contributi al progresso, di miglioramento della convivenza sociale e dell'affezione alla città di Verona: ci spieghino in quale categoria rientra Poroshenko perché si fa leggermente fatica a comprenderlo».
Castelvecchio. Il pm: Kiev trattiene indebitamente i quadri. Secondo il governo torneranno in autunno
La procura di Verona ha chiesto l'intervento di Eurojust e delle istituzioni europee per risolvere la situazione di stallo riguardo alla restituzione dei 17 quadri rubati a Castelvecchio nel 2015. La procura ha inviato una email ai colleghi della procura generale di Kiev, richiedendo la restituzione delle opere d'arte, ma la risposta è stata negativa. La procura ha quindi inviato una lettera di doglianza a Eurojust e ha richiesto l'intervento delle istituzioni europee. Il deputato Pd Vincenzo D'Arienzo ha rassicurato che i quadri saranno restituiti a Verona entro l'autunno, a seguito di una visita del premier ucraino Poroshenko.
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