Nasce in università l'Osservatorio internazionale di studi sul paesaggio e sul giardino. «Raccoglierà l'eredità del Centro studi sul territorio "Lelio Pagani" offrendo possibilità interessanti ai giovani», ha commentato il rettore Morzenti. Piazza Vecchia trasformata in un soggiorno color verde o fucsia ha fatto da testimonial tanto che i maestri dell'arredo urbano del futuro si formeranno a Bergamo. La costituzione dell'Osservatorio internazionale di studi sul paesaggio e sul giardino è stata ufficialmente sottoscritta, ieri mattina al rettorato di Città Alta, tra Università degli studi, Comune, Regione, Fondazione Lombardia per l'ambiente e Associazione culturale Arketipos. Non c'è ancora una sede, né si sa l'ammontare dei finanziamenti perché ogni singolo progetto sarà vagliato e avrà un bilancio a sè. La certezza è il nome inglese, «Bergamo landscape and garden institute», a voler marcare la portata internazionale del progetto. Il primo appuntamento, intitolato Université d'été, si terrà il 9 settembre, nell'aula magna del campus di Sant'Agostino, dalle 9 alle 18, con la partecipazione di Maguelonne Dejant Pons, capo divisione del Patrimonio culturale, paesaggio e territorio nel Consiglio d'Europa. All'orizzonte c'è l'attività di formazione con corsi post laurea specialistica e perfezionamento o master promossi dall'ateneo con il professore di Composizione e politiche territoriali presso la facoltà di Ingegneria Fulvio Adobati che farà da referente. L'università si occuperà anche di pianificazione, supporto all'elaborazione di temi e contenuti, coordinamento. Le ricerche saranno promosse e pubblicate nell'ambito della comunità scientifica di riferimento. «Il nuovo organismo raccoglierà l'eredità portata avanti dal Centro studi sul territorio "Lelio Pagani", unendo le diverse anime di urbanisti, filosofi, architetti, sociologi, offrendo possibilità interessanti ai giovani», ha commentato il rettore, Remo Morzenti Pellegrini. Un altro filone riguarderà le attività inserite nella manifestazione «I maestri del paesaggio» promossa da Arketipos dal 7 al 25 settembre, con la sua ricerca sul campo e applicata. «Centro e nord Europa sono avanti anni luce, solo la Grecia è il fanalino di coda dietro a noi ha precisato Maurizio Vegini, il presidente dell'associazione che promuove la creatività nel verde . Ma ora chi vorrà studiare il paesaggio nel Vecchio continente, avrà Bergamo come tappa obbligata». Ci saranno anche percorsi di ricerca e sperimentazione sugli aspetti applicativi per l'architettura del paesaggio e l'urban design, oltre che su quelli botanici e compositivi delle sistemazioni ambientali. «La città si arricchisce di una nuova eccellenza, un'occasione per ripensare l'arredo urbano, la rigenerazione delle periferie, gli spazi naturalistici, che auspico si rivolga più ai territori a sud», ha dichiarato il sindaco Gori che garantisce il supporto al piano. La Regione avrà, invece, il compito di individuare i canali di finanziamento. «È un'evoluzione doverosa, Arketipos ci ha insegnato temi complessi, ora abbiamo posto la prima pietra per interagire sugli elementi del paesaggio», ha concluso l'assessore all'Ambiente Claudia Terzi.
Bergamo. Paesaggio, ricerca e formazione: nasce l'Osservatorio doc
L'Osservatorio internazionale di studi sul paesaggio e sul giardino è nato in università, raccogliendo l'eredità del Centro studi sul territorio "Lelio Pagani". Il progetto è stato sottoscritto tra Università degli studi, Comune, Regione, Fondazione Lombardia per l'ambiente e Associazione culturale Arketipos. Il primo appuntamento, intitolato Université d'été, si terrà il 9 settembre. L'università si occuperà di pianificazione, supporto all'elaborazione di temi e contenuti, coordinamento. Le ricerche saranno promosse e pubblicate nell'ambito della comunità scientifica di riferimento.
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