La passerella galleggiante di Christo è stata calpestata da 1,2 milioni di persone in 16 giorni: le imprese della zona hanno incassato 88 milioni e 111 mila euro, 4,2 milioni al giorno: il 76,5 in più con The Floating Piers. Il ponte giallo dalia ormai è solo un ricordo, un selfie finito sulla scheda memoria del cellulare o del tablet, una foto appesa sulla parete di casa o dell'ufficio. Ora restano cifre, diagrammi e fatturati dell'evento artistico dell'anno. La passerella galleggiante di Christo è stata calpestata da 1,2 milioni di persone in 16 giorni: «Le imprese della zona hanno incassato 88 milioni e 111 mila euro, 4,2 milioni al giorno: il 76,5 in più grazie a The Floating Piers» dice Massimo Feruzzi, amministratore unico della società di marketing e comunicazione Jfc. Interviste, conti e percentuali: hanno sentito proprietari di hotel e bedbreakfast, cantine di Franciacorta, ristoratori, commercianti e turisti da Iseo a Edolo fino al lago di Garda, Brescia inclusa. «Sono tutti convinti che parecchi ospiti torneranno, e molti operatori hanno detto che la passerella è stata più utile di Expo». Chi è passato sul lago e ha camminato sulle acque, è la convinzione di molti, tornerà. Nella ricerca, ci sono anche i passaporti dei turisti: sono arrivati da 31 Paesi diversi. Nell'ordine, primi i tedeschi (52,3), seguiti da italiani (16,7), americani (11), francesi (4,5), inglesi (2,8) e olandesi (2,6). Alla fine della lista, bulgari, svizzeri, svedesi e canadesi. I clienti di bar e alberghi sono stati sopratutto coppie, età media 48 anni. Gli appassionati di arte e impacchettamenti alla Christo sono il 7,7 del totale dei camminatori sulle acque, i collezionisti il 4,6 e gli architetti il 4,2 per cento. Il prezzo di listino di camere matrimoniali con wi-fi e prima colazione inclusa è aumentato del 42,7, e del 37,1 nelle strutture extra alberghiere. «Christo è stato una benedizione: l'86,5 delle 282 mila presenze turistiche complessive era costituito da nuovi clienti. Il fatturato complessivo del ricettivo arriva ai 18 milioni e 5 mila euro» dice Feruzzi. «Hanno calpestato il tessuto giallo dalia in qualche ora e girato i tacchi: nessuno si è fermato sul lago per settimane, la permanenza media in hotel è stata di 1,63 notti». Ristoranti, bar, baracchini di street food hanno guadagnato 32 milioni e 199 mila euro, mentre nelle 109 cantine del consorzio Franciacorta sono entrate 124.700 persone, il 37,8 in più dell'anno scorso: hanno fatto incassare oltre 10 milioni e mezzo di euro. Nella Storia dell'arte si è entrati soprattutto con il trasporto green: battelli, treni, bus navetta e servizi pubblici hanno incassato 10 milioni e 304 mila euro grazie all'evento. Feruzzi ha segnato sul suo taccuino qualche critica: i suoi intervistati si sono lamentati soprattutto delle difficoltà ad arrivare a Sulzano. In cima alla lista, i treni: poi navette, gestione dei flussi, battelli e mobilità interna ai paesi. Quasi nessuno si è scocciato per l'apertura part-time decisa dal prefetto Valerio Valenti, per Montisola invasa dalle cartacce o per il mantenimento del miracolo di Christo ma qualche operatore ha detto che «sarebbe stato necessario creare più interrelazione con il territorio». Ad albergatori, ristoratori e commercianti hanno chiesto di dare i voti: la comunicazione internazionale ha avuto un 9,2 in pagella (il massimo era dieci), l'interesse creato per il lago 9,1 punti, la visibilità 8,9 e la capacità di portare ospiti stranieri 8,8. Ha rischiato la bocciatura un'altra voce: in quei 16 giorni ci sono stati pochi big spender (6,2 punti).