Chiudiamo gli occhi e ascoltiamo la Nona sinfonia di Beethoven nell'esecuzione della Filarmonica di Berlino diretta da Claudio Abbado: una passeggiata nel Settimo Cielo. E se l'orchestra fosse guidata, ad esempio, dal capobanda di Forlimpopoli? Nonostante la bravura dei maestri, il risultato sarebbe sconclusionato e sgradevole. Accade lo stesso per un Piano regolatore: anche se apprezzabile, come lo fu quello del 1962 predisposto da Luigi Piccinato e altri validi urbanisti, può dare risultati aberranti come dimostra lo sviluppo urbanistico di Roma nei decenni seguenti. In entrambi i casi è la guida dell'orchestra e la direzione del Prg quello che veramente conta: la loro gestione. Ora che finalmente la Nuvola dell'Eur è pronta, che la festa cominci: otto anni di cantiere, ventimila tonnellate di acciaio, più di 300 milioni di spesa meritano la speranza che il Centro congressi Italia possa contribuire alla ripresa dell'economia romana e alla conquista di un ruolo internazionale della città contemporanea. Mai come per una grande struttura pubblica (l'edificio è del ministero del Tesoro e del Comune) è la capacità di gestione ciò che conta. A Roma due esempi lo dimostrano. La Città della Musica progettata da Renzo Piano è diventata fin da subito un meccanismo culturale di grande successo da tutti i punti di vista. Per una dozzina d'anni è stata gestita da Carlo Fuortes al quale va il merito della fama perfino europea raggiunta dall'Auditorium. Sul meridiano opposto, la Fiera di Roma progettata da Studio Valle, pur essendo un'opera architettonica di qualità, sembra più una nave alla deriva che qualcosa di cui Roma possa essere fiera. Una gestione fallimentare ha reso del tutto marginale il ruolo della struttura che, seppure prossima all'aeroporto di Fiumicino, non ha preso il volo. Per riempirne i padiglioni, spesso inutilizzati, si organizzano defilé di cani o gatti o addirittura cafonissimi compleanni per giovani coi quattrini. Ora che la Nuvola è pronta, si apre la grande sfida che il Centro congressi deve affrontare: il suo funzionamento. Capacità manageriali, fantasia, coraggio imprenditoriale sono i requisiti di base affinché la futura gestione della Nuvola possa affiancarla alle analoghe strutture internazionali, con auspicabile rientro dell'enorme costo dell'opera. Come è stato fatto per i musei, la ricerca di un manager all'altezza di un compito così impegnativo potrebbe essere svolta su uno scenario internazionale. E chissà che non si possa trovare il Mago della Nuvola.