VENEZIA - Oltre 1800 eventi culturali diversi, per una media di cinque nuove proposte, tra manifestazioni, concerti e mostre, ogni giorno. Una media di 25 proposte diverse al giorno. Eppure a tutto questo non corrisponde un indotto economico che non sia quello turistico o strettamente legato a servizi come la vendita di biglietti. Occasioni sprecate, si potrebbe dire. Il panorama emerge dal secondo Rapporto sulla cultura cittadina, presentato ieri alla Fondazione Querini Stampalia, elaborato da Sistema sulla base dei dati emersi dal sito Agenda Venezia (www.agendavenezia.org), realizzato dalla Fondazione di Venezia. Si scopre così che nel corso del 2004 sono state 1838 le manifestazioni culturali, religiose e sportive avvenute a Venezia (senza tenere conto delle proposte culturali "fisse", vale a dire le esposizioni permanenti dei musei), con un aumento considerevole rispetto all'anno precedente quando si erano fermate a 1500. A fare la parte del leone, il centro storico lagunare con il 76,3 degli eventi, contro il 20,7 della terraferma e appena il 3 di lido e isole insieme. «Sulla distribuzione territoriale - ha osservato Francesco Sbetti di Sistema - si nota poi come il centro storico presenti una distribuzione diffusa un po' in tutta la città, mentre in terraferma gli eventi sono catalizzati dall'asse Candiani-Toniolo. Il problema, però, è la mancanza di un indotto. E' l'anello debole della catena». Il Centro Culturale Candiani riserva una sorpresa: nella classifica dei luoghi dove si concentra il maggior numero di eventi, la «scatola» mestrina detiene il primato con 162 proposte, contro le 100 dell'Ateneo Veneto. Tra le principali tipologie spicca la convegnistica, con il 39,7 degli eventi (729), seguito dalla musica con il 21,7 (398 concerti) e dalle rassegne cinematografiche (12,7, 233 eventi). Ma se si vanno a misurare le giornate complessive, è il settore delle arti visive a primeggiare (visto che le mostre durano molto più di un singolo convegno) con ben 6802 giornate sulle 9210 totali. Con questo parametro l'ente che offre più giornate culturali in assoluto è la Fondazione Guggenheim (record di biglietti venduti), seguita da Palazzo Fortuny, Museo Correr, Querini Stampalia. Tra i «produttori» di convegni invece, i due enti più attivi sono Ca' Foscari con 245 incontri e lo Iuav con 122. Numeri da «grande capitale della cultura», resi possibili dalla massiccia presenza turistica, come è stato sottolineato nel corso del dibattito cui hanno preso parte il Presidente della Fondazione di Venezia Giuliano Segre, il direttore dei Musei Civici Giandomenico Romanelli, il direttore dell'Asac Giorgio Busetto, Guido Guerzoni dell'Università Bocconi, Giorgio Camuffo dello Studio Camuffo, coordinati da Aldo Bonomi di Venezia 2000. Numeri ai quali non corrisponde un adeguato indotto. «A tutti questi eventi - ha osservato Sbetti corrisponde un numero limitato di riviste culturali (8), appena due sistemi di prenotazione e due siti di informazione complessiva (cui si aggiungono 75 siti degli enti promotori)». La ricetta, secondo il designer Giorgio Camuffo sono i giovani: «Venezia deve avere voglia di rischiare e di scommettere su di loro». «Emerge la necessità di coordinamento, di indicare una "idea per Venezia", di aiutare le piccole realtà a far crescere nuove professioni, ma anche - ha notato Busetto - il timore che si sia raggiunto il picco fisiologico e che sia difficile mantenere il trend».