Duecento oggetti antichi recuperati per un valore di circa 500mila euro, quattro provvedimenti cautelari (di cui due arresti domiciliari) e sei indagati complessivi. È il bilancio della terza fase dell'inchiesta della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, guidata da Maria Antonietta Troncone, iniziata a gennaio e sfociata a marzo nelle perquisizioni in casa di un avvocato e di un medico residenti tra Teano e Carinola. Ieri, i nuovi quattro provvedimenti che coinvolgono un noto ricettatore della zona E.A. da tempo sotto osservazione dei carabinieri, ritenuto il promotore di oggetti di interesse storico-archeologico, poi collocati sul mercato illegale attraverso la successiva messa in vendita e grazie alla disponibilità di personaggi con agganci tra collezionisti senza scrupoli. Furti di oggetti d'arte che avvenivano utilizzando attrezzature (motoseghe, decespugliatoi e altri strumenti agricoli) rubate dagli stessi tombaroli che rispondono, dunque, anche di furti consumati in abitazioni private ed esercizi commerciali. Nel corso delle indagini sono stati recuperati e sequestrati oltre 200 oggetti di notevole interesse storico appartenenti a varie epoche che vanno dal I al II secolo d.C. (e quindi a contesti monumentali) che al IXVIII secolo a. C. (e quindi a necropoli) tutti affidati alla Soprintendenza per i Beni Culturali. Durante le perquisizioni sono stati recuperati elementi architettonici in marmo, coppe, sculture varie, anfore e piatti, statuette votivee altro. Un'indagine particolarmente complessa iniziata seguendo le tracce di un furto commesso nel Museo Archeologico di Teano che presto potrebbe allargarsi a macchia d'olio. Nell'indagine condotta dai militari specializzati del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Napoli con la collaborazione degli uomini dell'Arma di Capua, un avvocato di 50 anni, di Teano, G.M., e un chirurgo originario di Carinola, D.B., 62 anni, con attività a Sessa Aurunca, iscritti nel registro degli indagati a marzo per il reato di ricettazione di materiale archeologico. I due, qualche mese fa, subirono lunghe perquisizioni diventate poi di dominio pubblico in entrambi i loro piccoli centri di residenza. del Casertano. Rinvenuti e sequestrati 33 oggetti (tra le pertinenze abitative dei due indagati) di «verosimile interesse archeologico e culturale, appartenenti all'epoca romana» alcuni dei quali sottoposti ad accertamenti tecnici per la conferma dell'autenticità. Ai domiciliari invece è finito un noto ricettatore della zona di Calvi e Teano che avrebbe venduto i preziosi oggetti a collezionisti. Molti dei pezzi rinvenuti nelle case del medico e dell'avvocato erano addirittura esposti in bella mostra nei loro studi-abitazioni. I due indagati, si apprende, sono conosciute per due persone appassionate dell'arte che avrebbero anche chiarito alcuni aspetti a propria difesa.
Teano, scoperto traffico di reperti archeologici
La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha concluso la terza fase dell'inchiesta sulla ricettazione di oggetti antichi. Sono stati recuperati 200 oggetti con un valore di circa 500mila euro, quattro provvedimenti cautelari, sei indagati e sei persone sequestrate. I nuovi provvedimenti coinvolgono un noto ricettatore della zona E.A. che avrebbe venduto gli oggetti a collezionisti senza scrupoli. I furti di oggetti d'arte sono stati commessi utilizzando attrezzature rubate dagli stessi tombaroli. Durante le perquisizioni sono stati recuperati elementi architettonici in marmo, coppe, sculture e altro.
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