Appetto di Mattoscio per 250 capolavori firmati Cascella, Michetti, Palizzi PESCARA. La grande collezione d'arte di Renato Colantonio deve essere collocata in un museo per diventare, finalmente, patrimonio di tutti. È l'appello di Nicola Mattoscio, presidente della fondazione PescarAbruzzo, che giovedì scorso ha visitato la raccolta, messa insieme dal chinesiologo pescarese in trent'anni: 250 preziose opere di artisti abruzzesi dell'Ottocento e del primo Novecento. Si tratta di una straordinaria collana di capolavori firmati da Basilio Cascella, Pasquale Celommi, Gabriele Smargiassi, Nicola Palizzi, Gennaro Della Monica. Oltre a 120 perle di Francesco Paolo Michetti fanno della raccolta un tesoro culturale inestimabile. «Si tratta di una delle più grandi collezioni esistenti in Italia di artisti della nostra regione del XIX e XX secolo» sottolinea la fondazione. Gli estimatori della raccolta sono numerosi: Anna Imponente, sovrintendente ai Beni culturali per l'Abruzzo, critici e storici dell'arte come Antonio Gasbarrini, Floriano De Santi e Vittorio Sgarbi, che hanno ammirato i quadri, le sculture e le ceramiche conservati da Renato Colantonio nella sua casa, nel centro di Pescara. «L'auspicio è che una collezione così prestigiosa possa al più presto trovare posto in un ambito museale» afferma il presidente Mattoscio. «In città potrebbero essere verificate varie ipotesi. Sollecito una sinergia tra tutte le istituzioni competenti affinchè si possa trovare una soluzione che contribuisca all'arricchimento e alla ulteriore qualificazione del distretto culturale pescarese». La collezione fu avviata nel 1975 da Renato Colantonio che, condividendo con la moglie Teresa De Patre la passione per l'arte, cominciò ad attingere alle gallerie private di alcuni amici abruzzesi. Oggi dell'importante raccolta del chinesiologo fanno parte capolavori provenienti dalle case dell'avvocato Alfonso Schiera, senior di Castiglione a Casauria, di Beppe D'Ortona, ex segretario della Fondazione Michetti, di Ugo Madrigale. «Nella quasi totalità dei casi, provenendo da collezioni private, queste opere sono inedite» sottolinea Colantonio, «e dunque sono importanti per riscrivere la storia dell'arte abruzzese dell'Ottocento e del primo Novecento. Per questo» conclude, «ho pensato di realizzare una fondazione, per destinare tutti i quadri alla realizzazione di un museo regionale a Pescara. A condizione però che le opere siano visibili al pubblico, perché diventino patrimonio culturale di tutti i cittadini abruzzesi»,