Contributo di Enel che finanzierà anche Villa Caffarelli Sessantasette tra ritratti di imperatori e nobili romani completamente restaurati in una sala dei Musei Capitolini che, a sorpresa, ritrova i suoi stucchi dorati dimenticati nei secoli sotto strati di vernici e incuria. Sono l'ultimo risultato del sistema di mecenatismo culturale aperto agli investimenti privati dal Comune di Roma, presentato ieri in Campidoglio dalla sindaca Virginia Raggi insieme all'assessore alla Crescita culturale Luca Bergamo, al sovrintendente capitolino ai Beni culturali Claudio Parisi Presicce e a Francesco Venturini, amministratore delegato di Enel Green Power che ha finanziato l'operazione da 230 mila euro. Ottantamila quelli spesi sul campo per i lavori di restyling della Sala degli Imperatori, realizzati a cura della sovrintendenza, e centocinquantamila quelli che hanno permesso la trasferta americana di venti tra le opere coinvolte nel restauro, volate alla University of Oklahoma per essere inserite all'interno della mostra «Immortales» presso il Fred Jones jr. Museum of Art. «Invece di chiudere i busti in una stanza, abbiamo approfittato della necessaria chiusura al pubblico della sala per promuovere il nostro patrimonio all'estero ha spiegato Parisi Presicce - mentre sotto i nostri occhi tornavano inaspettatamente alla luce alcune dorature settecentesche e altri particolari decorativi rimasti sconosciuti». Come l'originaria doratura a foglia delle baccellature e delle fuseruole sulle cornici in stucco dei bassorilievi o come le tonalità delle pareti azzurro-cinerino («color dell'aria») tipiche del XVIII secolo. Scoperta anche un'integrazione settecentesca in terracotta nel sarcofago raffigurante il combattimento dionisiaco, realizzata per completare mimeticamente la lacuna dell'originale, mentre i sei bassorilievi incastonati alle pareti sono stati liberati dagli strati di polvere, dalle incrostazioni e dalle invadenti stuccature rivelando nuovi dettagli delle Ninfe, di Perseo che libera Andromeda e infine di Endimione addormentato su una roccia. «La sistemazione della sala adesso appare quasi esattamente come nel primo allestimento del museo, datato al 1774 ha precisato il sovrintendente - con la serie di ritratti imperiali della collezione Albani, acquistata da Papa Clemente XII come nucleo fondante dei Capitolini, esposti in ordine cronologico per permettere di seguire lo sviluppo delle correnti stilistiche che hanno influenzato la ritrattistica ufficiale». Dalla compostezza classica dei busti di Augusto e di sua moglie Livia, raffigurata come Cerere, ai tratti più realistici delle statue di Vespasiano, Tito e Traiano; da Adriano, primo imperatore ad adottare la barba, all'esaltazione degli aspetti eroici con Caracalla. «Riscopriamo nel loro splendore le immagini che gli imperatori hanno voluto lasciare di sé ha commentato Virginia Raggi la propria proiezione nel futuro, che per noi è il segno di un passato prezioso da restituire oggi alla città e ai suoi visitatori. Ringraziamo Enel e ci auguriamo che altri privati decidano di affiancarci nella rinascita che Roma merita». Intanto la società elettrica ha annunciato di voler rinnovare la collaborazione con l'amministrazione per un nuovo progetto: il recupero di Villa Caffarelli, in particolare dei suoi giardini con il restauro delle tre fontane. «Un lavoro che durerà un paio di anni ha anticipato Francesco Venturini sul quale siamo pronti a investire fino a quattrocentomila euro».