Nuovo stop ai centurioni e risciò che il 30 giugno erano tornati in piena attività davanti al Colosseo e ai monumenti visitati da migliaia di turisti: «La delibera è stato votata all'unanimità in giunta», sottolinea l'assessore al Commercio e Turismo, Adriano Meloni. Il provvedimento che stabilisce la multa di 400 euro per i trasgressori era stato annunciato dalla stessa sindaca Virginia Raggi. Dopo la scadenza il 30 giugno della precedente ordinanza del commissario Francesco Paolo Tronca, centurioni e risciò erano tornati a piazza Venezia, Fontana di Trevi, San Pietro e nelle zone più affollate di turisti italiani e stranieri. «È inaccettabile che disturbino le persone nonostante il divieto di esercitare il commercio senza licenza su suolo pubblico osserva Meloni . Incredibile che serva un'ordinanza specifica perché anche se loro dicono che ricevono soldi come una donazione, c'è pressione morale». L'assessore, che ieri ha partecipato all'iniziativa «Aperti ad agosto» della Cna, chiarisce: «Bisogna andare oltre gli espedienti per spillare i soldi alla gente, perché dovremmo parlare invece delle aziende, delle start up e di come stimolare l'economia romana». Meloni dice di essere pronto a tutte le richieste di incontro con i commercianti, anche a quella presentata da Alfiero Tredicine, presidente di Apre Confersercenti e leader storico degli ambulanti romani, titolari tra l'altro dei camion bar. «È una questione molto spinosa. Per il momento stiamo studiando la situazione, ci sono delle ordinanze in merito. Stiamo lavorando anche con il tavolo per il Decoro per capire gestire la situazione al meglio». Poi specifica sulla (presunta) 'apertura a un ritorno dei camion bar: «Parole interpretate male». Al Colosseo ieri risciò e centurioni erano ancora tra i turisti, nelle ultime ore disponibili prima dell'inizio della caccia dei vigili del I Gruppo Trevi e della squadra anti-abusivi. «Siamo amici di tutti, ci vogliono bene», diceva uno di loro mostrando il cartellino "Associazione culturale artisti di strada". «Siamo regolari, chiediamo offerta libera e accettiamo qualsiasi somma ci viene data con il sorriso, educazione e rispetto. Ci vogliamo distinguere da chi non è iscritto all'associazione perché noi sappiamo fare questo mestiere e non abbiamo mai avuto problemi con la legge». Ma i centurioni sono stati anche protagonisti di vere e proprie estorsioni. Come quella di settembre del 2015 quando hanno chiesto cento euro per una foto a un giornalista romeno che girava un documentario con la troupe, ha seguire ne nacque una rissa. Le cronache narrano anche di molestie alle turiste e aggressioni ai vigili.