Partiamo da un presupposto. La nuova giunta Raggi ha il pieno diritto di poter disporre di quel margine di tempo necessario per mettere a fuoco i problemi e analizzare i dossier. Nessun sindaco (nessuna sindaca) e nessuna maggioranza ha mai potuto disporre di bacchette magiche o di segrete formule risolutive. Ma è bene ricordare che Roma ha una tremenda caratteristica: basta un minimo varco temporale per un passaggio di consegne, è sufficiente una brevissima vacatio legis per aprire autostrade all'illegalità e all'arbitrio, per porre le basi perché il provvisorio illegale diventi definitivo tollerato. Prendiamo il caso dei centurioni e dei risciò davanti al Colosseo. C'è da prendere atto con soddisfazione che il nuovo assessore allo Sviluppo economico, Adriano Meloni, abbia confermato che l'ordinanza anti-centurioni e anti-risciò davanti al Colosseo sia già efficace da martedì 19 sera. Ha anche promesso controlli da parte delle forze dell'ordine. Non è una questione di puntiglio, né di perbenismo estetico. Qui c'è invece in ballo la serietà e la credibilità dell'offerta turistica romana. Se a Parigi davanti al Louvre apparissero comparse travestite da Luigi XVI e da Robespierre, o se a Potsdam si aggirassero figuranti abbigliati da Federico il Grande davanti al Sanssouci , e se costoro si facessero pagare dai turisti per una foto ricordo (magari anche dopo alcune minacce fisiche o intrattenendo risse tra loro per la postazione migliore) c'è da scommettere che verrebbero fermati e allontanati dalla polizia locale dopo pochissimi minuti. A Roma no: occorrono ordinanze e campagne di stampa che scatenano proteste clamorose, scioperi della fame, risse. Qualcuno, in passato, ha ipotizzato trattative e coinvolgimenti bonari in un fumoso progetto all'insegna del «volemose bene». Al contrario, la nostra città ha bisogno di chiarezza amministrativa, di certezze nei diritti e nei doveri (come dimostra il dramma dei rifiuti) nel quadro di un patto per la rinascita della Capitale. Inutile sbandierare il restauro del Colosseo costato 25 milioni di euro a uno sponsor privato, il gruppo Tod's. Inutile progettare altri interventi se poi i turisti vengono accolti in un clima di prevaricazioni e spesso di violenze. Centurioni e risciò, se davvero dovranno apparire, avranno bisogno di una regolamentazione molto chiara e definitiva. Se davvero Roma vuole scommettere sul turismo per il suo futuro, questa del Colosseo bonificato sarà una delle indispensabili carte che la giunta guidata da Virginia Raggi dovrà giocare.
Roma. La tutela dell'immagine
La giunta Raggi ha il diritto di prendere il tempo necessario per risolvere i problemi di Roma. Tuttavia, la città ha una tendenza a tollerare l'illegalità e l'arbitrio se si presentano brevi varchi temporali. Il nuovo assessore allo Sviluppo economico, Adriano Meloni, ha confermato che l'ordinanza anti-centurioni e anti-risciò davanti al Colosseo è efficace e che ci saranno controlli da parte delle forze dell'ordine. La serietà e la credibilità dell'offerta turistica romana sono in ballo. Se a Parigi o a Potsdam le autorità prendessero misure simili, le comparse sarebbero fermate e allontanate.
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