ALTOPASCIO Nuova campagna di scavi a Badia Pozzeveri, nell'antico cimitero dell'abbazia. L'ex monastero sulla via Francigena ha infatti attirato l'attenzione di tutto il mondo, finendo persino sulla copertina della rivista Science e diventando protagonista di Superquark, il programma di Piero Angela che ha dedicato uno speciale alle ricerche archeologiche. Ricerche che hanno portato alla sensazionale scoperta di un cimitero con alcune sepolture delle vittime del colera che, nel 1855, colpì la Toscana facendo circa 30mila morti. A riportarlo alla luce una ricerca condotta dall'Università di Pisa in collaborazione con gli esperti dell'università dell'Ohio, ed Hendrik Poinar, genetista di fama internazionale che ha riscoperto il Dna della peste nera. Due anni fa, i ricercatori hanno riportato alla luce un'area del cimitero parrocchiale in cui sono state sepolte le vittime dell'epidemia. Un progetto seguito dai professori Gino Fornaciari (paloantropologo che coordina le operazioni) e dal direttore scientifico Antonio Fornaciari, e di cui si occupano gli sudenti dell'Ohio State University, insieme agli studenti italiani, in accordo con la Soprintendenza archeologica toscana guidata da Giulio Ciampoltrini. La nuova campagna andrà avanti fino a metà di agosto. Gli scavi, attivi da quasi cinque anni, sono una finestra su oltre mille anni di storia, un cantiere didattico per gli studenti. La ricerca si muove alla scoperta dei resti materiali dell'antica abbazia camaldolese, ma anche alla ricostruzione dell'ambiente sociale e culturale dell'epoca medioevale. Proprio grazie ai ritrovamenti (denti e ossa), e dal loro studio, si possono ricavare informazioni sull'alimentazione, usi e malattie. Ora il prossimo passo sarà allargare l'indagine del cimitero medioevale che si estende dal sagrato dell'antica chiesa e approfodire lo scavo dell'ala occidentale del complesso. Un luogo da valorizzare come anticipato dall'assessore alla cultura Marzia Riccomi durante la presentazione della giunta. La scoperta è diventata anche un'attrazione turistica. Gli scavi sono aperti al pubblico, e l'area è frequentata da turisti e visitatori. , Ogni settimana sono previste giornate dedicate alle visite. E sul sito (www.paleopatologia.it) si possono seguire in tempo reale le operazioni con video e informazioni.