PISA «Pisani, contribuite a salvare e mantenere i nostri beni culturali, avrete anche un vantaggio fiscale». L'appello arriva da vari consiglieri comunali. E si riferisce all'opportunità offerta dall'Art bonus, che consente un credito d'imposta, pari al 65 dell'importo donato, a chi effettua erogazioni volontarie a sostegno del patrimonio culturale pubblico italiano. In pratica, al momento di pagare il netto delle tasse si può scontare il 65 di quanto liberamente offerto a vantaggio di un intervento di restauro, recupero o manutenzione. Tra l'altro, la legge di stabilità 2016 ha reso permanente l'Art bonus. A gennaio di quest'anno erano stati raccolti 62 milioni di euro ed i mecenati, ovvero i cittadini che hanno fatto questa scelta, sono arrivati ad oltre 3mila. E Pisa? Dal sito ufficiale www.artbonus.gov.it la città non risulta presente. Eppure di emergenze a livello di patrimonio culturale ce ne sarebbero diverse. Chi già pensa di colmare questa lacuna è Ranieri Del Torto, presidente del consiglio comunale, che ha un obiettivo preciso. «Art bonus - dice Del Torto - è una legge dello Stato che consente un coinvolgimento diretto dei cittadini nelle difesa del patrimonio culturale del nostro Paese. Chiederò che venga inserita la stazione radio Marconi di Coltano per poterla ristrutturare e trasformare in un Museo della Radio». Sul sito c'è anche l'elenco dei mecenati: si va da istituti bancari a società, a semplici cittadini. Le cifre variano andando da quelle superiori ai 100mila euro a quelle inferiori a 1.000 euro. «E' necessario partecipare ad Art bonus - dice Giovanni Garzella, capogruppo consiliare di Fi-Pdl -. Vedrei utile la valorizzazione del Tumolo del Principe etrusco, in Gagno, soprattutto per posizionare, o meglio, riposizionare la nostra città nel percorso delle città etrusche. Poi, vista l'emergenza, perché non pensare anche alla chiesa di San Francesco?». Ferdinando De Negri, capogruppo in consiglio comunale del Pd, inserisce nell'elenco il patrimonio librario della biblioteca universitaria nella Sapienza, mentre Simonetta Ghezzani (Sel) lancia l'idea di «un percorso partecipativo», sotto il coordinamento dell'amministrazione comunale», per individuare «progetti da proporre alla cittadinanza. Progetti - aggiunge - che dovrebbero privilegiare, oltre che la tutela dei beni a rischio come San Francesco o San Paolo, realtà vive che, pur in assenza di risorse, hanno dato vita a eventi culturali importanti e ad una sorta di animazione culturale della città. In questo senso il Teatro Rossi è esemplare». «Il mecenatismo - dice Elisabetta Zuccaro (M5S) - è una delle più antiche forme di fund raising e il Comune deve farsi parte attiva per promuoverlo. Penso a beni come la chiesa della Qualquonia che potrebbe essere restituita a funzioni culturali con un adeguato restauro o alla valorizzazione di un bene come l'Acquedotto Mediceo che purtroppo cade a pezzi».
PISA - Pisani, sostenete il recupero dei beni culturali
Il Comune di Pisa non è presente nell'elenco dei mecenati dell'Art bonus, una legge dello Stato che consente un credito d'imposta per le donazioni a sostegno del patrimonio culturale pubblico italiano. Vari consiglieri comunali, tra cui Ranieri Del Torto, presidente del consiglio comunale, chiedono di inserire la città nella lista e di utilizzare l'opportunità per finanziare progetti di restauro e valorizzazione del patrimonio culturale. Alcuni consiglieri propongono progetti specifici, come la ristrutturazione del Teatro Rossi o la valorizzazione del patrimonio librario della biblioteca universitaria.
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