Inaugurata la mostra sulle invenzioni nel periodo ellenistico: un viaggio nel tempo attraverso reperti archeologici e la ricostruzione di strumenti. Era alto 120 metri, la sua luce si poteva vedere a 50 chilometri di distanza. Il Faro di Alessandria, una delle sette meraviglie del mondo, costruito dai Tolomei sull'isola di Pharos per indicare la rotta ai naviganti che si avvicinavano alla città affinchè non si insabbiassero sul banchi creati dalla corrente del delta del Nilo, accoglie - nella sua ricostruzione virtuale - i visitatori nel rinnovato ingresso, che è poi quello centrale che già aveva tale funzione, del Museo Nazionale Archeologico: da ieri c'è un motivo in più per andare al Museo, già ricco di prestigiose testimonianze d'arte di spessore mondiale. È stata, infatti, inaugurata una singolare esposizione - «Eureka! Il genio degli antichi» che indaga e divulga lo straordinario universo della scienza e della tecnica del mondo greco a cura di Eugenio Lo Sardo e di un comitato scientifico composto da studiosi del calibro di Stefano De Caro, Adriano La Regina, Fausto Zevi, Maria Rosaria Borriello, Emesto Capanna, Salvatore Settis, Valeria Sampaolo, lo stesso Lo Sardo, la soprintendente ai Beni archeologici Maria Luisa Nava, Filippo Coarelli, Franco Conti, Lucio Russo. È un viaggio alle radici del tempo, delle invenzioni, del genio degli antichi, come appunto - recita il titolo della mostra, chiaramente ispirato all'esclamazione («Eureka!») lanciata da Archimede di Siracusa, la cui figura è avvolta nella leggenda. La mostra - inaugurata dal viceministro ai Beni culturali Antonio Martusciello, dagli assessori regionale e provinciale Marco Di Lello e Antonella Basilico, dal direttore regionale Stefano De Caro, dalla soprintendente Nava - consente di scoprire come gli antichi greci ed i romani fossero popoli estremamente evoluti soprattutto nella ricerca tecnologica e scientifica. Fino al 9 gennaio sarà possibile ammirare automi, orologi, armi tecnologiche, perfino la macchina a vapore, altre invenzioni. Tra queste il teatro delle meraviglie, strumenti dell'acustica e della pneumatica, veri prodigi di acqua e vapore, fontane canore e perenni, teatri meccanici, l'eolipila. Invenzioni che son giunte ai nostri tempi, elaborate nel corso dei secoli, ma che da quei genii presero le mosse. Tra i pezzi in mostra, inoltre, si possono ammirare riproduzioni e modelli funzionanti di grandi macchine o strumenti del mondo greco come l'organo idraulico di recente ritrovamento, oltre a rari reperti archeologici (l'«Atlante Farnese», il titano che regge sulle spalle la volta celeste, una delle più complete rappresentazioni antiche dello zodiaco), i progetti completi di una macchina pneumatica, grome, stadere, e l'unico astrolabio bizantino di Anticitera, per la prima volta in mostra in Italia. Prezioso l'apporto della Biblioteca Nazionale di Napoli che presenta una serie di manoscritti e libri rari di notevole importanza, primo fra tutti il «Papiro ercolanese 1061», l'unico testimone sinora noto della «Geometria» di Demetrio Lacone, figura di primissimo piano nell'ambito della ricerca epicurea, vissuto tra il 150 e il 75 a.C. Questo di «Eureka!» è uno dei pochissimi momenti in cui il visitatore può godere direttamente della vista di un originale papiro ercolanese al di fuori dell'Officina dei Papiri «Marcello Gigante» della Biblioteca Nazionale di Napoli, dove vengono studiati da studiosi altamente specializzati. Il progetto, interamente finanziato dall'assessorato regionale ai Beni culturali con un investimento di 750.000 euro prelevati dal Programma operativo regionale, si estende su una superficie di circa 2.200 metri quadrali oltre ad alcune installazioni poste all'aperto. «Le tracce di questo passato - ha osservato Martusciello, sottolineando la sinergia fra Stato, ministero ed enti locali - sono ormai patrimonio dell'umanità e vanno raccolte, valorizzate e consegnate alle nuove generazioni. Non mi sorprenderebbe se questa esposizione ad ottobre fosse inserita nei circuiti didattici delle scuole e diventasse itinerante». «In cinque anni - ha spiegato Di Lello - abbiamo inaugurato 42 mostre a fronte di una spesa di 17 milioni di euro, con un incremento dei visitatori nei musei del 4 che corrisponde a circa 100.000 visitatori in più al giorno. Inoltre sono già stati investiti 10 milioni di euro per completare la ristrutturazione dell'ala del Museo Archeologico destinata proprio alle innovazioni tecnologiche».