Il restauro è alle battute finali, peccato però che siano scoppiate le polemiche. Succede a Nicosia, nella centralissima piazza del paese. Tutta colpa di un rivestimento del campanile giudicato troppo "acceso" dai suo abitanti. Ma andiamo con ordine. I lavori di restauro della cattedrale di San Nicolò, costruita nel XIV secolo sotto il regno di Federico II d'Aragona erano attesi da decenni. Il restauro della torre, a cura della Soprintendenza dei Beni culturali di Enna, costato la bella cifra di 2 milioni e ottocentomila euro, prevedeva in origine una struttura conica in acciaio e legno, da rivestirsi con i preesistenti elementi in cotto smaltato policromi. Progetto approvato nel 2004 da tutti gli enti interessati, che ha subito una variante recentemente che prevede l'uso "scandole" di materiale plastico dai colori vivacissimi. Lo stupore dei nicosiani è stato grande quando hanno visto apparire dagli imballi di cellophane proprio al centro di Piazza Garibaldi, la cuspide versione arlecchino. Italia Nostra ha subito protestato con in testa il presidente regionale Leonardo Janni. «Noi di Italia Nostra dice il professore Janni - non possiamo non chiederci come mai si sia potuta concepire, progettare e realizzare una soluzione del genere. Una cuspide rivestita di materiale plastico dai colori vivacissimi: uno "strano oggetto" che andrebbe bene per un parco giochi per bambini. Mai per il progetto di restauro di una chiesa del 1300. Vero è che la cupola doveva essere alleggerita ma non immaginavamo questa soluzione». Tanto è bastato perché il dirigente dell'Ufficio tecnico comunale di Nicosia lunedì scorso, in attesa di approfondimenti, disponesse la sospensione dei lavori, poiché il progetto di variante relativo alla cuspide non sarebbe stato autorizzato dagli uffici competenti del Comune e dagli altri organi preposti alla tutela del bene culturale.
La torre del Trecento con la plastica restauro sospeso al Duomo di Nicosia
La cattedrale di San Nicolò a Nicosia è stata oggetto di un restauro che ha causato polemiche. Il progetto prevedeva una struttura conica in acciaio e legno con un rivestimento in cotto smaltato policromi. Tuttavia, la variante del progetto ha previsto l'uso di "scandole" di materiale plastico dai colori vivacissimi, che ha causato stupore tra gli abitanti della città. Italia Nostra ha protestato contro questa scelta, affermando che non si tratta di un progetto di restauro adeguato per una chiesa del 1300. Il dirigente comunale ha deciso di sospendere i lavori fino a quando il progetto non sarà autorizzato dagli uffici competenti.
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