LA SENTENZA LA PROCURA CHIEDEVA A EX ASSESSORI E DIRIGENTI UN RISARCIMENTO DI DUE MILIONI E MEZZO DI EURO Il parco dell'Acquasola era già stato stravolto nella sua originaria impostazione ottocentesca e addirittura la sistemazione che avrebbe accompagnato la realizzazione dell'autosilos sarebbe stata migliorativa. Sono il cuore delle motivazioni con cui la sezione di appello della Corte dei Conti ha confermato l'assoluzione in primo grado dall'accusa di danno erariale per una serie di ex amministratori e funzionari della Soprintendenza. La procura chiedeva un risarcimento di due milioni e mezzo da dividersi tra gli ex assessori Bruno Gabrielli (deceduto nel frattempo), Arcangelo Merella, Claudio Montaldo, gli ex dirigenti dei Beni culturali e paesaggistici della Liguria, Maurizio Galletti, Liliana Pittarello, Pasquale Malara, Giorgio Rossini, Rita Pizzone, funzionari provinciali come Andrea Pasetti e Maria Teresa Gambino amministratore delegato di Sistema Parcheggi. Galletti, Rossini, Pinzone, Gambino e il funzionario comunale Giorgio Gatti sono stati condannati penalmente per la stessa vicenda. Scrivono i magistrati contabili nella sentenza di secondo grado che :" è invece apprezzabile l'intento di riqualificazione del Giardino, sia pure nell'ambito del progetto di realizzazione del parcheggio interrato, volto a ripristinare, per quanto possibile, l'originario disegno barabiniano. Inoltre, la carenza di manutenzione degli alberi esistenti e del parco e la proliferazione di attività antropiche (bar, impianto distribuzione carburanti, area cani, campetto di calcio, pista per automobiline elettriche, giostra con box per il conduttore, area destinata al parcheggio a raso e addirittura una carrozzeria lungo gli spalti) hanno definitivamente stravolto lo stato originario della Spianata dell'Acquasola". Poco importa ai giudici della Corte dei Conti la sentenza di condanna dei colleghi del penale ai quali anzi non risparmiano un stoccata: "per il Giudice penale, è l'intero progetto del parcheggio ad essere incompatibile con l'esistenza del Giardino, trascurando, per la verità, che l'integrità di esso era stata vulnerata negli anni da altri interventi, tra cui quello per la costruzione della metropolitana cittadina, i cui lavori non hanno avuto censura alcuna".