L'Inail ha ceduto 18 stabili per 249 milioni, oggi ne valgono 390. E i ministeri non pagano l'affitto. Il record di morosità è della Protezione "Civile, poi c'è il Viminale e il ministero dei Beni Culturali Per l'Inail l'«affare» Fip (fondo immobiliare pubblico) equivale quasi ad una tripla beffa. L'ente è stato costretto a cedere 18 immobili al prezzo complessivo di oltre 249 milioni di euro. Secondo una stima dell'istituto oggi quegli stabili, tra cui compaiono 6 edifici dì possibile interesse artìstico, storico archeologico o etnoantropologico, sarebbero già quotati intorno ai 390 milioni. Insomma, in sei mesi una perdita secca di 150 milioni. Per di più con l'onere aggiuntivo di dover pagare circa 10,7 milioni di euro annui in rate semestrali come prezzo di locazione per poter restare nelle sedi cedute al Fip. E questo è l'«affare» numero due. Il numero tre dovrebbe arrivare l'anno prossimo. Stando a indiscrezioni, nel Dpef si prospetta l'ipotesi di sbloccare una parte dei 3,8 miliardi destinati agli investimenti immobiliari e «congelati» dai limiti di spesa imposti dal «tetto» del 2. In altre parole, l'istituto dovrà comprare ospedali, dopo aver venduto gli uffici. L'ipotesi prospettata dal ministro Maroni parla dell 'acquisto dell'Istituto europeo di oncologia a Milano. Di più per ora non si sa. «Il Civ vuole vederci chiaro in questa vicende - dichiara il presidente Civ Giovanni Guerisoli - Ci opponiamo al Fip ed è probabile che faremo ricorso al consiglio di stato». Per l'ente guidato da Vincenzo Mungari gli «scherzi» immobiliari non finiscono certo qui. Anzi. Il fatto è che da anni ormai l'istituto tenta di farsi pagare gli affitti dalle amministrazioni che occupano una buona parte del suo patrimonio. Ebbene: niente da fare, lo Stato non paga. Da quest'anno pretende i canoni da versare al Fip, ma non versa all'Inail quelli delle proprie sedi. A metà del 2004 le morosità avevano raggiunto la bella cifra di 63 milioni e 727.955,15 euro. Tra gli «evasori» compaiono tutti i ministeri più importanti, enti locali, Asl e Università. Il più indebitato è il dipartimento della Protezione civile, che negli anni ha accumulato una morosità di quasi 49 milioni di euro. Il contenzioso sulla sede occupata si trascina ormai da quasi un decennio. La vicenda si è incartata in tali pastoie burocratiche, che sarà difficile uscirne. Gli edifici in questione si trovano a Castelnuovo di Porto, alla periferia di Roma. Si tratta di 6 edifici su una superficie complessiva di circa 158mila metri quadrati. Il complesso fu acquistato dall'Inail nel 1983 al prezzo di 148 milioni e 789.312 euro. Fin dall'inizio gli stabili furono occupati dalla Protezione civile, che non ha mai pagato l'affitto, nonostante il contratto stipulato nel 1987. Prevedeva una durata di anni 6 e un canone annuo di 12 miliardi e 250 milioni di lire. L'Inail ha avviato lo sfratto, ma nel frattempo in quelle sedi si sono «dislocati» altri soggetti, come la Guardia forestale, che oggi non saprebbero dove andare. Così, resta tutto com'è. E l'Inail paga.
Svendita immobili, in 6 mesi buttati 150 milioni
L'Inail ha ceduto 18 stabili al Fip per 249 milioni di euro. Oggi quegli immobili valgono 390 milioni. Il record di morosità è della Protezione civile, che negli anni ha accumulato una morosità di quasi 49 milioni di euro. Il dipartimento della Protezione civile occupa 6 edifici su una superficie di 158mila metri quadrati, che furono acquistati dall'Inail nel 1983 al prezzo di 148 milioni e 789.312 euro. L'Inail ha avviato lo sfratto, ma la Protezione civile non ha pagato l'affitto. Il Civ vuole opporsi al Fip e fare ricorso al consiglio di stato.
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