Si saprà già a settembre il nuovo direttore stabile della "Verdi", in sostituzione di Riccardo Chailly. Ma l'annuncio del presidente Luigi Corbani - ieri mattina alla presentazione del nuovo ciclo estivo dedicato al Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare - è stato accompagnato da qualche battuta polemica sulla nuova concorrenza ingaggiata dalla Scala e dal nuovo sovrintendente Lissner. A parte l'identikit segreto sulla nuova bacchetta (non italiana, si sussurra), Corbani si è anche lasciato andare a un piccolo sfogo sulle iniziative della prossima stagione scaligera: «Molti direttori, da Hogwood a Roberto Abbado, sono già passati da noi e tante iniziative - come la Nona di Beethoven diretta da Baremboim a Capodanno e il ciclo domenicale di concerti da camera - sembrano copiare esattamente i successi della Verdi. A questo punto. come minimo, chiederò i diritti d'autore...». Nel frattempo, mentre le adesioni per il prossimo anno procedono spedite («siamo già a quota 3 mila abbonati», dice Corbani) il cartellone estivo vola sulle ali leggere del Sogno, con un suggestivo "montaggio" di quattro appuntamenti: un concentrato di curiosità, bellezze popolari e inediti assoluti che stende un raggio di sole sulla magra estate milanese. La varietà disincantata non va però a compromettere il rigore degli equilibri interni. Si va dall'opera novecentesca di A Midsummer Night's Dream di Britten (che inaugura il ciclo giovedì 14 luglio) alle musiche di scena originali di Mendelssohn ( 18 luglio), dal delizioso masque baroccheggiante inglese di The Fairy Queen di Purcell (giovedì 21 luglio, sul podio Ruben Jais) alla stravagante intrusione tanghistica e sudamericana di El sueno de una noche de Verano di Piazzolla. Un incrocio di stili ed epoche che ripropone per il secondo anno la collaborazione oltreoceano con le giovani voci dell'Università di Yale di New Haven, negli Stati Uniti, inaugurata nel 2004 all'insegna del musical. «Adesso invece siamo a Shakespeare» - racconta Giuseppe Grazioli, che oltre a dirigere la prima serata coordina l'iniziativa. «L'idea è di accostare quattro spettacoli ispirati allo stesso testo. Una volta scartate le scelte di autori meno frequentati come Korngold, Orff e Castelnuovo-Tedesco, abbiamo messo in luce la diversità. Per Britten si tratta di un ritorno, visto che l'opera - dopo il passaggio alla Scala nel '61, direttore Nino Sanzogno - non era mai più apparsa a Milano. Ancor più dirompente la proposta del Sueno di Piazzolla, la cui partitura (dopo il battesimo nell'86 alla Comédie di Parigi) era dimenticata in un cassetto, quasi sconosciuta dagli eredi. Ma la varietà dell'approccio è misurabile da ogni punto di vista, anche se in tutti gli autori resta delineato l'elemento comune che traspira dalla dimensione fantastica, sovrannaturale e magica». Così, se nell'apertura il gioco amoroso delle coppie è tradotto in scena dal regista americano MarcVerzatt (che vestirà i panni di Puck), in Mendelssohn viene ripresa la lettura scenica di Damiano Michieletto, ma con la bacchetta del 24enne direttore ceco Jakub Hrusa. Auditorium, Lgo.Mahler, da giovedì 14, ore 20.30, biglietti 1012,50 euro, tel. 02.83389201.