«Non si chiude così un museo. Un dirigente conosce bene il grado di rischio di una struttura e il Vasariano non ne ha, non c'è un pericolo di incendi, quegli 800 metri sono sicuri ». A dirlo è Antonio Godoli, architetto responsabile degli Uffizi, profondissimo conoscitore della struttura e di tutti i suoi segreti, a cominciare da quel Corridoio vietato al pubblico due giorni fa dal direttore Eike Schmidt dopo aver letto un rapporto dei vigili del fuoco. Schmidt ha sbagliato dunque? «Capisco la necessità di volersi tutelare ma ragionare in questo modo è sbagliato. Il responsabile di un museo si fa un'idea sul campo di eventuali rischi, conosce gli spazi e le loro caratteristiche. Nel Vasariano il rischio non c'è, lo so per certo, ci abbiamo lavorato». Era stato riaperto nel '97. «Posso raccontare nei minimi particolari quell'intervento che portò all'apertura. Nel '96 col Vertice europeo ci furono messi a disposizione centinaia di milioni che servirono a costruire la struttura realizzata da Gae Aulenti di fronte alla stazione Leopolda, a ripavimentare il piazzale degli Uffizi, a rifare tre cortili interni e ad adeguare il Vasariano. Nella commissione che autorizzò i lavori c'erano tutti, compresi ministero, soprintendenza e vigili del fuoco. Furono rifatti gli impianti elettrici, furono coperte le travi di legno del soffitto che ai tempi dei Medici non c'erano perché considerate "roba da stalle", fu installata a metà percorso una porta ignifuga che in caso di incendio impedirebbe al fuoco di espandersi da una parte all'altra del passaggio, per una lunghezza di 800 metri è una validissima messa in sicurezza. Vennero rinnovate anche le finestre, l'unica cosa che potrebbe prendere fuoco lì dentro sono i quadri ma francamente non vedo come». Nencetti, il sindacalista che ha fatto l'esposto ai vigili del fuoco, sostiene che nel Vasariano si ammassano troppi gruppi di visitatori. «Non mi risulta affatto, per esperienza posso dire che al massimo ci sono cinquanta persone, ossia due gruppi da 25. Un funzionario pubblico deve assumersi delle responsabilità, anche grandi. Ma se si utilizzano questi parametri pochi musei a Firenze si salverebbero dalle critiche ». Nencetti ha già annunciato la sua prossima crociata: ha inviato un esposto per segnalare che la Galleria dell'Accademia ha i servizi igienici nel seminterrato. La direttrice Cecilie Hollberg ieri gli ha risposto che il sottosuolo ha le uscite di sicurezza regolamentari. «E ha fatto bene. Deve essere il direttore a stabilire cosa va bene e cosa no. Valutando con sopralluoghi accurati. L'80 per cento dei musei fiorentini altrimenti rischierebbe di chiudere». In questo caso però mancano le carte. I vigili del fuoco dicono che non è stata definita mai la vera natura del Vasariano e la sua destinazione d'uso. «In teoria è vero che ogni luogo museale deve avere una sorta di specificazione e bisogna sapere quanta gente può entrarci. Ma nella pratica si fa di rado questo percorso. Io lo feci per Orsanmichele per i concerti di Lanzetta e da allora "ci mettemmo in regola" per così dire. Ma l'interesse collettivo prevale sulla burocrazia. E il Corridoio deve essere visitabile».