Milano vuole il Salone del Libro di Torino. Il fantasma evocato negli anni si è materializzato proprio quando la Fiera di Torino è a un passo dal suo trentesimo compleanno. Domani mattina, nella sede milanese dell'Aie, l'Associazione italiana editori, è in agenda una riunione di tutti gli organi direttivi. Sarà questa l'occasione per saperne di più su un progetto di cui si vocifera da mesi, dibattuto dietro le quinte del Premio Strega: un Salone del libro alla Fiera di Milano a misura di grandi editori. Rumors e apprensioni sono diventati così insistenti che ieri il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini ha deciso di portare in superficie il dibattito sommerso: «Ho sentito parlare di questa idea, non nuova, di far nascere a Milano un Salone del libro che di fatto si sovrapporrebbe con quello di Torino». L'incontro fra il ministro e il presidente di Aie Federico Motta si svolgerà giovedì in ministero: «Certamente parleremo anche di questo», dice Franceschini. Da pochi mesi i due ministeri dei Beni culturali e dell'Istruzione hanno deciso di entrare a far parte dei soci della Fondazione per il Libro e il ministro sottolinea l'impegno preso a Torino: «A scanso di dubbi ed equivoci, tengo comunque a sottolineare che l'entrata del governo nel Salone di Torino mantiene tutta la sua validità e conferma che la nostra intenzione, di cui ho parlato anche oggi con il ministro Stefania Giannini, è di investire sul Salone di Torino e di rafforzarlo per quello che è già da anni, come punto di riferimento nazionale ». Il ministro aggiunge di voler rispettare l'autonomia di Aie ma si augura che gli editori condividano la scelta. Il presidente dell'Aie Federico Motta, che a settembre si era dimesso dal consiglio di amministrazione della Fondazione per il Libro, per il momento si rifiuta di commentare o rivelare dettagli. In qualche modo, però, conferma che un progetto esiste: «Ma di qualsiasi cosa si tratti questo non è il progetto di Motta», dice lasciando intendere che la decisione sarà collegiale. Qualche dettaglio lo rivela Stefano Mauri, presidente e ad del gruppo Mauri Spagnol: «So che Aie è stata corteggiata da importanti società fieristiche fra le quali la Fiera di Milano. Non conosco il progetto. Quando lo vedremo saremo anche in grado di valutare se presenta vantaggi, ma un fatto è che in tutti i Paesi del mondo eventi come il Salone sono organizzati dagli editori ». L'editore Carlo Gallucci, delegato Aie per il Lazio, lancia un appello perché non si arrivi a una spaccatura nell'associazione: «Un conto è chiedere che Aie abbia un ruolo più forte nell'organizzazione del Salone; un altro che diventi l'organizzatore e si debba ripartire da zero. Siamo propensi a credere che una collaborazione con le istituzioni sia molto importante». Della stessa opinione sono altri due editori come Ginevra Bompiani di Nottetempo e Raffaele Avanzini di Newton Compton. Milano comunque è pronta. L'assessore alla cultura Filippo Del Corno dice di non aver ancora incontrato l'Aie e di non conoscere il progetto ma annuncia che la città è disponibile ad accogliere un nuovo Salone del Libro: «Fermo restando che si tratta di una scelta autonoma, in questo modo si riconosce a Milano un ruolo di leader nel settore. Qui si concentrano la maggior parte delle case editrici e iniziative innovative di diffusione della cultura e della lettura». A Torino invece si studiano le contromosse ed è nato un patto istituzionale che coinvolge la Regione e anche la nuova amministrazione a 5 Stelle guidata da Chiara Appendino. L'obiettivo è evitare lo scippo. Il presidente della Regione Sergio Chiamparino chiede un incontro urgente con il presidente dell'Aie: «Il Salone del Libro è un valore per Torino, per il Piemonte e per il Paese, su cui è necessario lavorare insieme per renderlo ancor più solido e condiviso evitando la dispersione di energie e opportunità». La sindaca ringrazia il ministro del centrosinistra per il sostegno: «Siamo contenti che Mibact e Miur siano al nostro fianco insieme con Intesa San Paolo e all'Aie perché il Salone resti a Torino».
TORINO - Milano vuole il Salone del libro il piano dell'Aie contro Torino
Il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini ha deciso di portare in superficie il dibattito sul Salone del Libro di Torino, che potrebbe essere sostituito da un Salone del libro a Milano. La Fiera di Torino è a un passo dal suo trentesimo compleanno e il ministro ha espresso la sua intenzione di investire sul Salone di Torino e di rafforzarlo. L'Associazione italiana editori (Aie) ha ricevuto una proposta di collaborazione con la Fiera di Milano, ma il presidente dell'Aie Federico Motta si rifiuta di commentare il progetto. Alcuni editori, come Carlo Gallucci, hanno lanciato un appello per evitare una spaccatura all'interno dell'Aie.
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