UNA FONDAZIONE svuotata, che del Salone del Libro manterrà solo il marchio, mentre le gestione e l'organizzazione della kermesse libraria sarà affidata nelle mani dell'Aie, l'associazione italiana degli editori. Questa è la proposta con la quale il presidente della Regione, Sergio Chiamparino, e la sindaca Chiara Appendino si presenteranno alle 15,30 davanti all'assemblea dei soci della Fondazione per il Libro, alla quale per gli editori parteciperà Antonio Monaco di Sonda, in vece del numero uno Federico Motta. Dopo l'incontro che hanno avuto ieri mattina a Palazzo Civico, l'assessore regionale alla Cultura, Antonella Parigi, ha trascorso tutto il pomeriggio e la serata a redigere il documento. Che oltre a dare una risposta al problema della gestione, chiesta a gran voce dagli editori che hanno in tasca un progetto per portare la fiera a Milano («Noi siamo interessati al Salone e alla sua gestione»), dovrà fornire delle rassicurazioni sui finanziamenti pubblici per la kermesse, anche questi richiesti senza troppi giri di parole da Motta: «Non esiste nessun Salone senza contributi pubblici, dunque i territori devono investire». Comune e Regione difficilmente potranno far altro se non confermare i contributi erogati negli scorsi anni, che oscillavano attorno ai 600mila euro all'anno per ciascun ente. Soldiper i quali, a questo punto, con l'intenzione di togliere il Salone alla fondazione di via Santa Teresa, bisognerà trovare il modo di erogare attraverso altri canali, come ha sottolineato ieri Chiamparino, che ha aggiunto: «La fondazione rimarrebbe operativa per eventi di carattere pubblico legati al territorio». Come "Portici di Carta", per intendersi. Ma anche, in prospettiva, come strumento per portare a compimento la ventilata fusione con il Circolo dei Lettori. Del resto anche Motta ha tagliato corto sulla questione, definendo la fondazione di cui l'Aie è peraltro tra i soci fondatori, «un problema territoriale». Uno «scatolone vuoto», insomma, da superare senza problemi e che non riveste il minimo interesse. Tant'è che sia Chiamaparino sia Appendino non hanno avuto alcun problema a preannunciare il licenziamento della presidente Giovanna Milella, quando ancora l'interessata negava di volersi dimettere. Salvo poi correggersi, poche ore dopo, con una dichiarazione pubblica: «Si apre una nuova fase, è bene restituire il mandato». La sindaca e il presidente della Regione proporranno il nome del successore durante l'assemblea di oggi pomeriggio: «Un presidente hanno dichiarato che possa avviare questa nuova fase ipotizzata con l'Aie, finalizzata a conservare e rafforzare il Salone del Libro quale patrimonio di Torino e del Piemonte ». Tutto questo in concomitanza con l'approvazione dei bilanci 2015 e 2016. Al tavolo ci saranno anche i rappresentanti dei due ministeri entrati di recente con una quota di 300mila euro ciascuno nella fondazione, quello dei Beni culturali e quello dell'Istruzione. A questo punto sarà da capire il loro ruolo. Rossana Rummo, che parteciperà per conto del ministro Franceschini, nelle stesse ore impegnato in un incontro con Motta, si interroga: «Se il Salone del Libro diventerà una manifestazione puramente fieristica bisognerà valutare se ha ancora senso il mantenimento di una fondazione pubblica».