Dopo lo smantellamento (tuttora in corso) della sua passerella giallo-dalia, Christo appare quasi quotidianamente in terra bresciana. Un giorno da lezione ai giovani industriali, un altro riceve il Premio Romanino nella Chiesa di Santa Maria a Pisogne, un terzo è evocato come nume tutelare del territorio nell'incontro convocato dal presidente della Regione Maroni per illustrare l'idea di un progetto speciale per il lago d'Iseo. Maroni accenna ad una pista ciclabile del lago color giallo-dalia in ricordo di Christo,ma si rende conto che è un poco laterale rispetto all'idea di un "modello",per il quale si impegna ad un protocollo d'intesa che dovrà essere firmato dopo che, fra tre mesi, i comuni avranno avuto il tempo di discutere condivisi interventi sui temi dell'ambiente, del turismo, della cultura. E la discussione dovrà coinvolgere, se vuole essere incisiva, la gente del lago. Perché se non vi può essere dissenso sulla esigenza di tutela delle acque, diversi sono i temi che riguardano il turismo e la cultura. Al «centro» del «pensiero», deve stare Montisola con due emblematici progetti . Il primo, di tipo culturale riguarda la modernizzazione del palazzo della biblioteca, dove collocare una stanza innovativa per l'allestimento della passerella virtuale, la rivisitazione perenne e quotidiana di quell'evento con le più avanzate tecnologie dell'interattività. Un museo con una sola opera d'arte peraltro è il sogno di ogni curatore. E quell'avanzatissimo museo diventa memoria di un evento, attrattiva per il lago, punto obbligato per la scoperta dell'isola che è la autentica «emergenza» fisica, naturale, ambientale del lago. Il secondo riguarda una proposta di intervento alberghiero con il relativo piano di gestione. Per l'isola anzitutto,ma come modello esemplare per altri comuni del lago. Il protocollo deve contenere un capitolo di richiesta alla Regione di finanziamenti a chi investe nel settore. Perché questo è il vero ritardo dello sviluppo del lago: la mancanza di strutture alberghiere. Ma quale gara con il Garda. La sola Lazise, per fare un esempio, ha più alberghi che tutto il lago d'Iseo messo insieme. Ma l'iniziativa privata non può intervenire nel settore se non con la certezza di un contributo pubblico, pari almeno a quello del Trentino. Questo è un capitolo del protocollo che favorirebbe seriamente lo sviluppo. E per tornare a Montisola, là, fronte lago, la struttura alberghiera dovrebbe avere il privilegio di finanziamento di un istituto a capitale regionale fino a ipotizzarne la copertura totale,come eccezione di sistema. E come esempio di modello di ospitalità.