Venerdì altro crollo nello storico edificio Ma c'è l'ostacolo della Soprintendenza La Corte delle belle donne in vicolo Paradiso Basta col degrado dentro le mura. Anche il sindaco è di questo avviso e aggiunge: "II Comune deve dare il buon esempio". A partire da quella che rimane una vergogna cittadina, una ferita aperta, ormai vent'anni fa, nel tessuto edificato dentro le mura e che continua ad acuirsi. È di venerdì l'ultimo importante crollo all'interno della Corte delle Belle Donne in vicolo Paradiso. Un boato e i residenti dentro le mura hanno chiamato i vigili del fuoco col timore che questa volta l'antico palazzo finisse per schiantarsi completamente al suolo. "Sono stata in sopralluogo anch'io ieri - spiega Maria Gomierato - ma anche i vigili del fuoco sono rimasti all'esterno della struttura perché pericolante. A loro giudizio si è trattato del cedimento di una trave. Ormai, nella parte nord dell'edificio, che era anche quella più bella, le travi sono tutte marce per la pioggia". Una situazione ormai compromessa, regno di piccioni e ratti. Ma ora più che mai, prima che cada tutto rovinosamente, è necessario un intervento. L'amministrazione comunale ha finalmente una strategia: l'alienazione degli immobili nel quadrante fra vicolo del Paradiso e l'affaccio su via Preti. "Il degrado nasce dallo stato di abbandono durato ventanni e causato dalla presenza di un vincolo del ministero dei Beni Culturali che destinava l'immobile a sede di conservatorio. Sono dovuta ricorrere al Presidente della Repubblica - ricorda il sindaco - per ottenere lo svincolo del bene, avvenuto due anni fa. In questo tempo non siamo rimasti fermi". L'amministrazione ha valutato due strade: la semplice alienazione attraverso asta o la redazione di un piano particola-reggiato di iniziativa pubblica prima della vendita a privati. "Abbiamo scelto questa seconda strada - annuncia la Gomierato - affinchè il Comune definisca prima della vendita l'assetto futuro di tutto il comparto, compreso il palazzo della Pretura che pure resterà in mano pubblica. Sarà concessa una prevalente destinazione residenziale per consentire la rivitalizzazione del castello e anche qualche spazio al terziario". Ma gli ostacoli burocratici per la Corte della Belle Donne non sono finiti. Trattandosi di bene vincolato è stata inoltrata alla Soprintendenza per i Beni Architettonici la richiesta di autorizzazione alla vendita. Richiesta rigettata dall'ufficio ministeriale poiché non corredata da perizia tecnica di stima sul valore dell'immobile. "Un ulteriore elemento di complessità dal momento che - aggiunge la Gomierato - pur avendo contattato il nostro ufficio Patrimonio diversi tecnici, è emersa la difficoltà di redigere la perizia non essendo possibile accedere all'immobile proprio per pericolo di crolli".