Giù i ponteggi. E' partito il conto alla rovescia: giovedì prossimo 14 luglio, inizieranno a smontare la grande 'gabbia' che la ricopre interamente. Una ventina di giorni, il tempo indispensabile, e poi la Loggia dei Lanzi, opera dello scultore Andrea Orcagna, concepita come galleria all'aperto, tornerà finalmente libera e visibile alla sua piazza. Lo scorso settembre si erano verifi-cati dei distacchi di alcuni frammenti di pietra dalla parte alta della facciata. Pietra forte, sempre bella nei suoi toni caldi, ma indebolita da oltre sei secoli di vita e di esposizione alle intemperie. E da carenza di manutenzione dopo l'impegnativo restauro condotto molti anni addietro. Così a ottobre la Loggia venne impacchettata d'urgenza, per motivi di sicurezza e per dar modo ai restauratori di intervenire. «Abbiamo provveduto al consolidamento di tutte le superfici in pietra spiega T architetto Marinella Del Buono della soprintendenza regionale e direttrice dei lavori, che si è avvalsa della consulenza di Antonio Godoli, responsabile della fabbrica degli Uffizi , alle riadesioni e imperniature necessarie, alla stuccatura delle lesioni riscontrate e siamo intervenuti anche sulla terrazza per limitare i danni dovuti alla capillarità dell'acqua», L'importo dei lavori si è aggirato intorno ai 280mila euro stanziati dal Polo museale che della Loggia, che ancora oggi ospita capolavori in bronzo e in marmo di artisti del calibro di Cellini e Giambologna, ha l'uso e gli oneri. E da ora in poi parte il piano di manutenzione annuale per la Loggia, proprio per prevenire costose emergenze: «In futuro effettueremo ogni anno un controllo visivo ravvicinato dell'edificio tramite strutture mobili», anticipa infatti T architetto del Buono. A questo punto, comunque, tutto (o quasi) l'esterno è stato revisionato: manca solo la parte bassa, basamento e zoccolo, che saranno oggetto di un prossimo check-up che dovrà essere esteso anche alla parte interna dove, come spiega il tecnico, i costoloni in pietra danno segni di polverizzazione. A tutti gli effetti la Loggia è parte degli Uffizi, un prolungamento del percorso museale che si apre nel cuore della città con capolavori basti pensare al Perseo del Cellini di statuaria antica, rinascimentale e ottocentesca. Loggia della Signoria, dell'Orcagna o dei Lanzi (i temibili lanzichenecchi di Cosimo I), sta di fatto che la celebre 'aringhiera' coperta voluta dal Comune nella seconda metà del Trecento per accogliere le cerimonie ufficiali, è consumata dal tempo, divenuta una sorta di carta geografica in pietra su cui pioggia, vento e umane vicende hanno inciso il loro segno. Gli stemmi a bassorilievo posti sotto la copertura gemelli di quelli dipinti sulla facciata di Palazzo Vecchio sono tutti 'spellicciati'. Stando alle minime tracce rinvenute nei sopralluoghi in cantiere, in origine dovevano essere colorati, di azzurro, rosso, bian-. co. Blu dovevano essere anche imbotti e cornici delle formelle che lassù in alto ospitano le sculture con le Virtù. Con qua e là qualche tocco di oro.
Loggia dei Lanzi. Ponteggi addio: Da giovedì prossimo ultimi giorni in 'gabbia' si smonta tutto
La Loggia dei Lanzi, opera di Andrea Orcagna, sarà finalmente libera e visibile alla sua piazza il 14 luglio. Dopo sei secoli di esposizione alle intemperie, la struttura è stata oggetto di un restauro condotto molti anni addietro e di un consolidamento di superfici in pietra. Il costo dei lavori è stato di circa 280mila euro. A partire da ora, il Polo museale avrà un piano di manutenzione annuale per prevenire costose emergenze. La Loggia sarà oggetto di un controllo visivo ravvicinato ogni anno. La struttura è stata revisionata, ma mancano ancora la parte bassa, basamento e zoccolo, che saranno oggetto di un prossimo check-up.
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