Fiesole, ritrovati 114 volumi rubati dal seminario nel 2009: erano anche a Parigi e in Usa Fiesole. Faceva rubare i libri antichi, poi li «lavorava», togliendo i timbri originali e imprimendoci quello della fantomatica (e fasulla) Biblioteca Somigli, spalmandoci poi una crema abbronzante particolare, Bronzao au Cacao, per restituire alla carta il colore invecchiato. Un falsario aretino è stato denunciato dai Carabinieri del nucleo di Tutela e Patrimonio culturale di Firenze, insieme a altri due complici: un ladro seriale, con una passione per le biblioteche sacre, e un rivenditore, un negoziante virtuale che aveva su Ebay la propria libreria di rari e faceva arrivare i volumi in tutto il mondo. I militari hanno sgominato la banda durante le indagini per il furto di 250 volumi alla biblioteca Bandiniana di Fiesole, avvenuto nel 2009. In 7 anni sono state rintracciate 114 opere, da Parigi al Texas, attraverso un lavoro di incrocio dati e monitoraggio del web. Ieri i carabinieri hanno riportato a casa le «cinquecentine» e le «seicentine», ovvero libri stampati tra il 1500 e il 1600, il cui valore commerciale oscilla tra i 100mila e i 150mila euro. I libri erano scomparsi durante i lavori di ristrutturazione del seminario di Fiesole, quando un'impalcatura montata intorno al palazzo presumibilmente aveva aiutato i ladri ad entrare e a nascondere la loro attività. «Un senso di smarrimento, l'impressione di aver perduto qualcosa di prezioso», così Monsignor Gabriele Bandini ricorda la mattina dell'agosto 2009 in cui si accorse del furto. «Non ci siamo accorti della porta forzata perché era coperta da un telone, per proteggerla dalla polvere spiega ma per portare via così tanti libri devono essere entrati anche più di una volta». I volumi erano finiti nelle mani prima del ladro, un fiorentino, poi dell'abile falsario aretino, e infine di un rivenditore senza scrupoli di Assisi che ne aveva messi alcuni addirittura all'asta su Ebay. Tanto che una Bibbia del 1572 è stata ritrovata a Viserba, in provincia di Rimini, dopo essere stata comprata da uno studioso di Parigi che poi l'aveva rimessa in circolazione. Ma a fare il viaggio più lungo, per ora, è stato un volume stampato a Lione nel 1541 e che è stato ritrovato a San Antonio, in Texas. Il compratore lo ha riportato al Consolato italiano di Huston per il rimpatrio e adesso si trova insieme a tutti gli altri in una sala apposita della biblioteca Bandiniana, dotata di sistemi di sicurezza. «I compratori ha spiegato il capitano dei Carabinieri Lanfranco Disibio non si accorgevano che i libri erano rubati perché prima erano passati al falsario, che ne manometteva i segni di riconoscimento». I timbri, le «pecette», piccoli pezzi di carta incollati per coprire gli stemmi o i segni di riconoscimento, le «punzonature» per annullare il numero identificativo, erano gli strumenti con cui il falsario travisava i volumi. Gli acquirenti, ignari, compravano libri rubati. A casa dell'uomo i carabinieri hanno trovato 85 libri che ancora non erano stati toccati, ma anche altri oggetti la cui provenienza ha insospettito i militari, tanto da indurli a mettere sotto sequestro una parte dell'appartamento per ulteriori verifiche.