Dopo l'esposto M5s, le ipotesi: falso e abuso C'è una svolta nell'inchiesta sui lavori di ammodernamento del Museo degli Innocenti. La Procura di Firenze ha iscritto sul registro degli indagati la direttrice generale Anna Maria Bertazzoni ipotizzando il falso e l'abuso d'ufficio. Gli investigatori della Guardia di Finanza ieri si sono presentati negli uffici del museo per acquisire nuovi documenti. Si tratta di indagini per accertare la fondatezza delle accuse lanciate in un esposto dal Movimento 5 Stelle sulle presunte irregolarità procedurali relative al restauro. A finire nel mirino degli inquirenti, sarebbe stato l'affidamento dei lavori e le scelte per gli incarichi. Il museo è stato inaugurato lo scorso 24 giugno, con un anno di ritardo rispetto alla tabella di marcia. Il progetto prevedeva il restauro della facciata e del loggiato, la realizzazione di un ingresso oltre alla caffetteria per un costo di quasi 13 milioni di euro. Secondo i 5 Stelle, le carenze del progetto esecutivo hanno comportato «un aumento di spesa oltre 550 mila euro». Non solo. Ci sarebbe stato anche un accordo bonario con la ditta di oltre 450 mila euro per opere extracontrattuali ordinate a lavori in corso e l'affidamento dell'incarico di responsabile unico del procedimento a una persona senza requisiti di legge da parte del direttore generale. Ad affiancare il Rup sarebbe stato nominato come tecnico «il socio di studio della nuora del presidente dell'Istituto per un compenso di quasi 80 mila euro».