A un anno e mezzo dalla pedonalizzazione, il brutto si aggiunge all'incompiuto: gli abitanti sono infuriati Un anno e mezzo e non sentirlo. Anzi, sentire tutto il peso dei ritardi, della sciatteria, pure di quel briciolo di indecisione che si staglia sull'indecente skyline di questa piazza del Carmine ridotta a maneggio post-urbano, con la recinzione-staccionata mezza rotta, le erbacce che crescono tra le pietre, bici rottame abbandonate, un tendone di plastica bianca accanto al bar estivo a forma di baita, pancali di legno sparsi, 32 segnali di pericolo, chissà quante transenne, un vecchio personal computer abbandonato di fronte ai cassonetti interrati. "C'è un problema di bellezza in questa piazza", non può che notare il priore della basilica padre Raffaele Duranti. Quella colata d'asfalto che da un paio di giorni sta inondando i lati della piazza sta lì a dirlo, orribile memento all'ombra di quella che è forse la facciata di chiesa più bella di Firenze. Quando il 12 gennaio 2014 la piazza fu semi pedonalizzata, il sindaco Nardella non potè che notarne in quel primo giorno il colpo d'occhio rinnovato ("Che bella" si gongolava mentre giocava a calcio coi bambini), anche Francesco, il farmacista della vicina piazza Piattellina, ci aveva creduto, aveva sperato che la rinascita fosse lì, a portata di mano: "Ora non vedo più l'obiettivo. Per la tramvia siamo tutti pazienti perché alla fine qualcosa cambierà. Sul Carmine non vedo più dove vogliano arrivare". Brutto che si aggiunge a incompiuto, 18 mesi perduti per la perla dell'Oltrarno che doveva rifarsi prima il look e poi ridarsi una nuova anima e invece non ha mai ritrovato se stessa e anzi qualcosa per strada ha perso: "Abbiamo problemi per il culto: le persone non sanno più come arrivare e dove parcheggiare", lamenta il priore. "Io ogni martedì per anni sono andato a mangiare la pizza con gli amici: ora ho smesso, se muovo la macchina mi ci vuole due ore a ritrovare posto, e poi la notte è pieno di ubriachi", protesta Ubaldo, elettricista in pensione. Qual è l'obiettivo, si chiedono i residenti? "Partiamo coi lavori tra gennaio e febbraio prossimi", annunciano ora da Palazzo Vecchio. Sarà rifatto il selciato utilizzando in parte le pietre che saranno rimosse da piazza dei Nerli, il rettangolo centrale della piazza verrà rialzato rispetto ai bordi per evitare la sosta selvaggia e forse al centro ci verrà messa una fontana, mentre in fondo, dall'altra parte della basilica, nascerà un boschetto di alberi. Questo però è il futuro. L'oggi parla di un'immagine trasandata, di residenti indignati, quel proposito iniziale del sindaco di valorizzare la Cappella Brancacci con la sola cacciata di 135 macchine, qualche mercatino e il villaggio di Babbo Natale appare largamente fallito agli occhi degli avventori: "Mia madre vive qui da sempre, dice che la piazza non è mai stata così disastrata, non lo era nemmeno durante la guerra: per come è ridotta manca solo Buffalo Bill", si sfoga Annalisa, insegnante, che vive proprio sopra la pizzeria "Napoleone" ed è infuriata pure per il rumore notturno di concerti e spettacolini organizzati dall'Aics, che gestisce lo spazio estivo e secondo la consigliera comunale di Alternativa Libera Miriam Amato non chiede ogni volta le apposite deroghe per le emissioni acustiche e quindi è fuori regola. La notte, E l'asfalto? Più guardano il cartello di cantiere più s'arrabbiano i passanti: Palazzo Vecchio sta spendendo 37 mila euro per una toppa di catrame che correrà lungo tutto il rettangolo della piazza (non c'erano più le condizioni di sicurezza, spiegano dal Comune) e fra 7 mesi dovrà essere ancora una volta rimossa per lasciare spazio stavolta alle pietre. A meno che la sindrome dell'incompiuta non colpisca ancora.