Eike Schmidt ne ha fatta una battaglia personale: «Il mio intento affermava il direttore delle Gallerie degli Uffizi già qualche giorno dopo il suo insediamento avvenuto a novembre è di eliminare i privilegi e consentire a tutti, ma senza obbligo, di passare attraverso il Corridoio». Un tema che spacca, che divide, e che ancora oggi suscita molte perplessità, soprattutto per quanto riguarda la tenuta statica del Vasariano che, secondo alcuni, non riuscirebbe a sostenere i milioni di turisti che ogni anno entrano negli Uffizi e in Palazzo Pitti. È pur vero che visitare il complesso Vasariano sarebbe facoltativo, e comunque, secondo gli architetti degli Uffizi e lo stesso direttore, il peso delle persone non creerebbe un pericolo particolare al camminamento perché senza quadri la gente stazionerebbe meno di quanto non faccia oggi nella sala di Botticelli. Il dibattito che oramai dura da venti anni è ancora aperto, e non è escluso che Schmidt, una volta terminati i lavori per la messa in sicurezza del camminamento (serviranno almeno due anni dal prossimo novembre), possa coronare il suo sogno. Il «Corridoio per tutti» è una soluzione ipotizzata più volte. Il direttore può contare sull'appoggio del sindaco Dario Nardella, con il quale spesso e volentieri si è incontrato proprio per discutere dell'apertura del percorso del Principe, del senatore Andrea Marcucci, dell'ex soprintendente Antonio Paolucci, che nel 1996 fece di tutto per renderlo fruibile, e del ministro Dario Franceschini. Tra i contrari su tutta la linea ci sono gli ex direttori degli Uffizi Anna Maria Petrioli Tofani e Antonio Natali, l'ex soprintendente del Polo Museale Cristina Acidini e l'ex direttrice della Galleria dell'Accademia Franca Falletti, una delle prime ad aver sollevato dubbi e perplessità sulla decisione di Eike Schmidt. Poi c'è chi sta nel mezzo come Oliviero Toscani che sentenzia: «Bella l'idea, ma senza quadri sarà come essere in ospedale».