Ancora uno slittamento per l'avvio dei lavori per il primo lotto del restauro di Palazzo del Podestà. Il sindaco Mattia Palazzi avrebbe voluto vedere il cantiere all'opera già da luglio sul monumentale ma decadente palazzo del centro storico, ma ha dovuto accettare uno slittamento in autunno per consentire alla sovrintendenza di valutare le modifiche apportare al progetto per ottemperare ai suoi rilievi. «In settembre saremo pronti a entrare nella fase operativa» ha detto il sindaco nel corso di un incontro con i commercianti che lavorano sotto la mole del palazzo medievale e che erano piuttosto preoccupati per la tempistica dei lavori e per gli effetti che questi avranno sui loro bilanci. All'incontro con una decina di esercenti c'erano, oltre a Palazzi, anche l'assessore ai lavori pubblici Nicola Martinelli e quello alle attività produttive nonché al bilancio, il vice sindaco Giovanni Buvoli. La novità sulla data del taglio di nastro dei lavori da 14 milioni (almeno secondo l'appalto lanciato qualche anno fa) che dureranno circa un anno e che rappresentano il primo lotto funzionale della più complessa opera di recupero e restauro del monumento di piazza Broletto, non è l'unica emersa nel corso del confronto. Perché ai negozianti, comprensibilmente esasperati dalle impalcature che avvolgono dai tempi del terremoto il palazzo in cui svolgono il loro lavoro e preoccupati per il prolungarsi (da anni) dei rinvii per l'avvio dei lavori, assessori e sindaco hanno assicurato meccanismi di riduzione fiscale (da studiare in base alle tipologie di esercizi) per quanto di competenza del Comune e non solo. L'idea è di sfruttare i teloni del futuro cantiere come spazi pubblicitari da cui ricavare risorse da destinare in parte al sostegno dei commercianti del centro storico e in particolare di quelli coinvolti nell'area dei lavori. «Per essere più precisi spiega il sindaco abbiamo pensato di proporre alle imprese una modifica di un capitolato dell'appalto che riguarda appunto i teli del cantiere. L'accordo è che i teli possono essere utilizzati come spazio per la pubblicità, il cui ricavato andrebbe alla ditta che sta lavorando. Noi chiederemo loro, in occasione di un incontro che avremo presto per fare il punto su progetto e avvio dei lavori, di affidare al Comune il compito di raccogliere queste pubblicità. L'idea è di destinare una quota degli introiti, in accordo con Confcommercio e Confesercenti, ai negozi coinvolti». Non sarà l'unico tema oggetto del confronto con la ditta. In ballo ci sono anche i costi dei lavori. Le modifiche apportate al progetto su richiesta della sovrintendenza potrebbero comportare un innalzamento dei costi. Sul quanto e sul come affrontare la novità discuteranno Comune e ditta.