RIVE D'ARCANO Profuma di storia l'immenso anfiteatro del castelliere della "Zucule" di Rive D'Arcano in completo stato di incuria e abbandono. Un terrazzo morenico di circa quattro ettari che appare in tutta la sua bellezza al termine di una antica e stretta stradina. Un perimetro di circa 890 metri, che termina a "V" da qui il riferimento allo "zoccolo" friulano sorge tra il torrente Petòc e il Corno, a chiudere il lato nord un aggere di circa 160 metri. Il castelliere della "Zucule" è uno dei siti protostorici meno studiati del Friuli, ma non per questo di minore importanza, E guarda la pianura friulana da un alto terrazzo morenico, come spiega lo studioso Carlo Venuti già direttore della biblioteca Guarneriana A proposito di Guarneriana Venuti racconta come i carradori di San Daniele - Giavons nel 1415 trasportarono una grande quantità di sassi dal castelliere di Rive D'Arcano a San Daniele per costruirvi il palazzo comunale. Ludovico Quarina, che per primo ha censito in Friuli tumuli e castellieri, ha collocato il manufatto «tra la fine dell'età del Bronzo e la prima età del Ferro». La zona è stata abitata fino all'epoca romana. Qualche saggio di scavo potrebbe dare nei ritrovamenti sicuramente grande soddisfazione. Sta di fatto che attualmente la condizione del castelliere è disastrosa. All'interno del Prg del Comune figura però come zona di interesse archeologico. Il terrapieno, realizzato da una base di "terra armata" da cassoni di legno, è di proprietà privata; una parte è terrazzata dagli agricoltori per la coltivazione delle viti. Vista la conformazione del terreno morenico a soli 10 cm. si trova già il ghiaino. Il professor Venuti fa notare che «con gli aratri si rovina tutto». Il perimetro, un tempo occupato da palizzate-barriere che avevano la funzione di difendere la parte scoscesa, non si distingue più per la crescita di alberi e arbusti. L'aggere, cioè il muro difensivo di sassi e terriccio che va da una altezza da due a cinque metri non si riesce più ad individuare in quanto ricoperto da una rigorosa e intricata boscaglia. Davvero un peccato non valorizzare la struttura della tipica fortificazione difensiva singolare per la sua forma in Friuli. Due potrebbero essere gli interventi più urgenti: l'acquisizione dell'area da privati, la pulizia dell'aggere e naturalmente qualche saggio di scavo: «con una cifra esigua si potrebbe mostrare in tutta la sua bellezza il Castelliere, secondo in grandezza solo dopo quello di Udine - afferma il consigliere comunale Romeo Chiavotti - In termini culturali e turistici sarebbe un investimento non da poco per promuovere il capoluogo».
Il castelliere attende il recupero
Il castelliere della "Zucule" di Rive D'Arcano è uno dei siti protostorici meno studiati del Friuli. Situato su un terrazzo morenico di circa 4 ettari, il castelliere è stato trasportato dai carradori di San Daniele nel 1415 per costruire il palazzo comunale. La zona è stata abitata fino all'epoca romana. Attualmente, la condizione del castelliere è disastrosa, con il terrapieno in disuso e il perimetro coperto da alberi e arbusti. L'aggere, un muro difensivo di sassi e terriccio, non si distingue più. Due interventi urgenti sono l'acquisizione dell'area da privati e la pulizia dell'aggere.
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