AD annunciarlo è stato il premier Matteo Renzi in persona: «Il 29 luglio andiamo a inaugurare il Museo archeologico di Taranto e naturalmente affronteremo anche le questioni legate a Ilva oltre che al porto». Finalmente il completamento del Marta, il museo archeologico di Taranto, è raggiunto e subito dopo il "battesimo" di Renzi aprirà le sue porte al pubblico il secondo piano del museo dove, in esposizione, sarà proposto un viaggio a ritroso nel tempo, ovvero quel che resta del passato di Taranto dal Neolitico fino a duemilacinquecento anni fa. Un attimo prima, insomma, della nascita dell'antichissima Taras. Repubblica Bari aveva già compiuto a febbraio un viaggio in anteprima, durante le fasi di allestimento, insieme con la direttrice Eva Degl'Innocenti. «Nel progetto espositivo del secondo piano aveva spiegato immaginato dal sovrintendente archeologo Luigi La Rocca, insieme con l'architetto Augusto Ressa, già progettista e direttore dei lavori al Marta, e l'archeologa Antonietta Dell'Aglio, responsabile scientifica, sarà ricostruita l'intera storia della città dal Neolitico alla seconda metà del IV secolo avanti Cristo». Solo dopo sarà fondata la città di Taras, destinata poi a diventare culla della civiltà della Magna Grecia: una vicenda, quest'ultima, raccontata già al primo piano del museo attraverso una straordinaria serie di reperti a cominciare dai leggendari Ori di Taranto. Ad accogliere i visitatori del secondo piano del Marta, come anticipato dalla direttrice, ci sarà prima di tutto lo Zeus di Ugento, «ritrovato nel 1961 durante uno scavo in Salento e, all'indomani di un prestito del 2008 per una mostra a Mantova, danneggiato e sottoposto ora a un restauro tale da restituire questa straordinaria statua bronzea del VI secolo avanti Cristo in tutta la sua bellezza». Accanto allo Zeus, allora, nella hall del secondo piano del Marta ci sarà la copia della Persefone, o Dea in trono, il cui originale è conservato oggi a Berlino, e la Kore di Montegranaro, una statua incompleta anch'essa risalente al VI secolo. Diverse migliaia i reperti prossimi a essere svelati al pubblico, fra le punte di diamante spiccano, secondo Eva Degl'Innocenti, «l'allestimento per la Tomba dell'atleta, della quale i visitatori potranno ammirare il sarcofago originario con lo scheletro e il suo corredo funerario, composto dalle splendide anfore panatenaiche. Così come non meno interessante potrà risultare la Tomba degli atleti: la si potrà sbirciare attraverso una vetrata che introdurrà così il pubblico del Marta alla scoperta della stessa scena che stupì gli archeologi ai tempi del suo rinvenimento. In esposizione, all'interno della ricostruzione della tomba a camera, ci saranno così i sette sarcofagi e il corredo funerario che ornava questo ipogeo funerario». E non solo. Fra i tesori destinati a essere scoperti nel secondo piano «una coppia di grandi crateri ritrovati a Ceglie del Campo, e risalenti a un periodo fra il IV e il V secolo, il primo di scuola lucana e l'altro di scuola protoapula, che in eccellente stato di conservazione si caratterizzano per l'unicità del loro apparato iconografico così come per la fattura. E di estremo interesse l'armatura e il corredo bronzeo ritrovato a Rutigliano, e risalente alla Peucetia fra VI e V secolo avanti Cristo».
Renzi a Taranto per l'Archeologico
Il Museo archeologico di Taranto, chiamato Marta, sarà inaugurato il 29 luglio. Il museo è stato completato e il secondo piano sarà aperto al pubblico. Il museo esporrà la storia di Taranto dal Neolitico fino a duemilacinquecento anni fa. Il progetto espositivo è stato realizzato con la collaborazione di sovrintendente archeologo Luigi La Rocca, architetto Augusto Ressa e archeologa Antonietta Dell'Aglio. Il museo presenterà una serie di reperti, tra cui lo Zeus di Ugento, la Persefone e la Kore di Montegranaro. Saranno inoltre esposti reperti provenienti da tombe funerarie, come la Tomba dell'atleta e la Tomba degli atleti.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo