Nel rapporto 2016 della fondazione Symbola il valore dell'industria culturale e le occasioni perse da Firenze e Pisa Vivere di rendita o innovare? Uno snodo cruciale per la Toscana quando si parla del rapporto fra cultura e turismo. In realtà, se l'obiettivo da raggiungere è la sostenibilità del turismo, soprattutto nelle città d'arte, quella dell'innovazione è una strada obbligata. I dati del rapporto 2016 di Unioncamere e Fondazione Symbola, dal titolo «L'Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi», in questo senso sono chiari. Il sistema produttivo culturale e creativo è un potente generatore di ricchezza e un attivatore importante di spesa turistica: produce il 6,1 della ricchezza nazionale, 89,7 miliardi di euro, secondo lo studio Symbola. «Inoltre la cultura ha sul resto dell'economia un effetto moltiplicatore pari a 1,8: in altri termini, per ogni euro prodotto dalla cultura, se ne attivano 1,8 in altri settori. Gli 89,7 miliardi, quindi, ne "stimolano" altri 160,1, per arrivare a quei 249,8 miliardi prodotti dall'intera filiera culturale, il 17 del valore aggiunto nazionale, col turismo come principale beneficiario di questo effetto volano» si legge nel rapporto. Oltre un terzo (il 37,5) della spesa turistica in Italia è attivato dalla cultura. Analizzando i dati relativi alla Toscana, si trova più di una sorpresa: Arezzo svetta nelle classifiche e Siena mostra di iniziare a digerire lo choc degli scandali bancari e a darsi un'identità nuova. La Toscana è ben posizionata per la contaminazione culturale e creativa di imprese attive in settori diversi, soprattutto relativi al made in Italy: ad esempio le ricadute del design sulle filiere produttive specializzate attive nei segmenti del lusso e della moda. Siena, Arezzo e Firenze occupano il terzo, quarto e quinto posto nella graduatoria del valore aggiunto prodotto dall'economia della cultura. Se si guarda, invece, ai posti di lavoro generati dalle professioni creative Firenze è solo ottava in classifica, Pisa e Siena sono fuori dalle prime venti posizioni e Arezzo è seconda a livello nazionale, subito dopo Milano che insieme a Roma è la vera locomotiva dell'industria culturale nazionale. Prendendo come parametro il peso specifico della cultura sul totale dell'economia locale, si evidenzia la dinamica di Siena: nel giro di soli cinque anni è cresciuto del 2,72, incremento che può essere attribuito quasi totalmente secondo Symbola al sistema culturale e creativo che prova a compensare la riduzione della capacità produttiva del sistema finanziario. Anche Arezzo, altra vittima di un crack bancario che ha messo a dura prova l'identità della città oltre che il tessuto economico, ha visto crescere la quota di valore aggiunto sull'economia di oltre mezzo punto percentuale tra il 2011 e il 2015. Arezzo, inoltre, è tra le città italiane che ha orientato con maggiore incisività il proprio assetto economico verso le attività «creative driven», cioè quelle innescate dalle dinamiche culturali e creative. Ed è interessante notare che l'investimento in attività culturali e creative, che a loro volta attivano l'altra potente leva dell'economia regionale, il turismo, sia stato più forte nelle città che hanno subito crisi profonde nei segmenti bancari, ovvero Siena e Arezzo. Se andiamo a guardare la classifica della spesa turistica attivata dalla cultura la Toscana è solo decima tra le regioni italiane, a livello comunale Firenze è ottava e Pisa non rientra fra le prime venti. Eppure il ruolo della cultura nel sistema economico locale colloca Firenze terza in Italia: significa che è ben attivo ma non ha l'effetto che potrebbe avere sui turisti, li spinge poco a mettere mano al portafogli. Anche Pisa ha aree di eccellenza, ma non fa delle produzioni culturali e creative una leva di sviluppo. Una conferma: i turisti si limitano a visitare la Torre Pendente, il David e la Cupola del Brunelleschi, così le città perdono una preziosa occasione.
Innovazione o rendita? Città d'arte al bivio
Il rapporto 2016 della fondazione Symbola evidenzia l'importanza dell'industria culturale e creativa per la Toscana. La cultura produce il 6,1% della ricchezza nazionale e ha un effetto moltiplicatore di 1,8, stimolando altri settori economici. La Toscana è ben posizionata per la contaminazione culturale e creativa, con Arezzo e Siena che occupano il terzo e quarto posto nella graduatoria del valore aggiunto prodotto dall'economia della cultura. Tuttavia, Firenze e Pisa hanno difficoltà a sfruttare al meglio il potenziale culturale per attirare i turisti, che si limitano a visitare i luoghi storici senza spendere molto.
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Bene culturale
Luogo