Val Borlezza, il collasso della parete dovuto ai temporali Esperti al lavoro per rendere di nuovo visitabile la zona C' è stata una frana, tra lunedì 20 e martedì 21 giugno, nel Parco dei laghi fossili di Sovere, luogo studiato dalla seconda metà del diciannovesimo secolo in tutto il mondo e curato con amore, competenza, specializzazione scientifica grazie alla collaborazione tra Comune, biblioteca, il palinologo del CNR Cesare Ravazzi e il suo gruppo di ricercatori, Museo civico di Scienze naturali di Bergamo e Lovere, che tante soddisfazioni sta dando alla scienza e alla didattica. Verrebbe spontaneo pensare al giugno così piovoso e che tanti danni ha provocato nelle aree più urbanizzate tanto quanto in montagna. Ma qui il discorso non basta. L'ecosistema particolarissimo, che racconta oltre quindicimila anni di storia in verticale, la foresta fossile sulla quale il grande ghiacciaio si adagiò in epoche lontane e che per noi oggi costituisce un vero calendario di pietra, ha vissuto un notevole cambiamento. Come dice Aldo Avogadri del Museo di Scienze di Lovere, «anche se è nella naturale evoluzione delle forme fisiche del territorio la frana ha stravolto uno dei luoghi più suggestivi del geotopo della Val Borlezza. La grande parete, tanto fotografata e riprodotta anche nelle vecchie pubblicazioni, è stata immiserita dal franamento». Fosse venuta giù durante una visita di scolaresche, turisti o appassionati, avrebbe certamente creato gravi problemi. I fenomeni delle frane e delle erosioni costituiscono una questione nota a chi cura con impegno il sito, tanto che si è sempre dovuto ridurre il percorso obbligando tutti a camminare lontani dalla parete, prossimi al muro che segue la sponda del Borlezza. Siamo testimoni di uno dei tanti avvenimenti naturali che sono il cammino dell'evoluzione geomorfologica del pianeta. Un'evoluzione che facciamo talvolta fatica ad accettare quando, come in questo caso, il legame profondo con il genius loci ci ha fatto vivere la familiarità del torrente, della parete così suggestiva, che nella sua solida fragilità custodisce migliaia di anni di storia e informazioni importantissime sui cambiamenti climatici (a livello di quelle che provengono dall'Antartide). Affascina potersi avvicinare in silenzio a osservare questo cambiamento in atto: sembra di tornare da un vecchio amico che ha deciso di mutare aspetto per farci ricordare che la nostra relazione affettiva comunque non cambia. Anzi. Si avverte l'energia pervasiva e liberata dal movimento di svariate tonnellate di materiale e alberi. Ora gli esperti stanno studiando il modo per affrontare questo «contrattempo» per rendere di nuovo fruibile l'area a tutti, in questa università del tempo e delle pietre, dell'acqua e delle foreste, dei ghiacciai e degli animali. Un quotidiano stimolo a immaginarci abitanti di un pianeta in continua evoluzione, nel quale il territorio è ricco di sorprese che a volte ci sfuggono e altre, come a Sovere, no, ma che pur sempre ci offrono anche la possibilità di creare nuove sintonie e magari stimolare anche aiuti più consistenti a chi tiene viva la connessione tra noi e la storia naturale della Val Borlezza tra tante difficoltà e carenza di risorse .
Val Borlezza. Archivio di pietra: quella pagina franata
Il Parco dei laghi fossili di Sovere, in Val Borlezza, è stato colpito da una frana il 20-21 giugno. La parete della foresta fossile, che è stata fotografata e riprodotta in pubblicazioni, è stata immiserita dal franamento. Gli esperti stanno studiando il modo per affrontare questo contrattempo e rendere di nuovo fruibile l'area. La frana è stata causata da un cambiamento nell'ecosistema, che ha visto la foresta fossile subire un notevole cambiamento. La grande parete, che era stata ridotta al minimo per motivi di sicurezza, è stata colpita dal franamento.
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