Caro Conti, dopo un intervallo di qualche anno siamo tornati a Villa Sciarra. Il giardino è devastato, arido, incolto al massimo. Unico segno di cura: alcune palme di frasca messa a dimora dopo le devastazioni del punteruolo rosso. Poca acqua nelle fontane, a gocce nelle fontanelle. Una tristezza infinita. Un altro luogo delle meraviglie ormai perduto. Altra passeggiata. Capita che quando vada in Prati io utilizzi l'81 per tornare a San Giovanni. E' questa una linea che permette di vedere molti luoghi belli della città tanto che la si potrebbe definire linea turistica. Bello l'itinerario, orribile il viaggiare. Si percorrono molti tratti pavimentati a selce. Ed è una sorta di avventura. L'autista, bravissimo e paziente, in un traffico caratterizzato dalla presenza di una quantità di pazzi al volante, al manubrio e di non pochi pedoni aspiranti suicidi, ha cercato di limitare gli scossoni dovuti agli avvallamenti. Ovviamente ha dovuto rallentare in molti tratti il che probabilmente ha provocato qualche ritardo e qualche attesa prolungata. Mi auguro che la nuova amministrazione effettui uno studio sulla possibilità di sostituire ai sampietrini l'asfalto . Giancarlo Bufacchi Due passeggiate romane poco allegre. L'abbandono di Villa Sciarra è simile a quello di altre splendide ville romane. Mancano i mezzi, gli addetti, e chissà quanto saneremo i guasti. In quanto ai sampietrini, temo che ce li terremo a lungo... Paolo Conti