Guido Donatone Presidente Italia Nostra Napoli Mazzarella apprezza la posizione recentemente assunta dal sindaco de Magistris che vuole evitare progetti di architettura per il ridisegno urbanistico dell'area del Beverello: potrebbero comportare alterazioni del consolidato contesto paesaggistico, monumentale e ambientale di piazza Municipio. È invece indifferibile l'attuazione dell'auspicato progetto di restauro e riqualificazione urbana della negletta infrastruttura portuale costituita dal Molo S. Vincenzo e dalla Darsena borbonica impropriamente ancora adibiti a usi militari per aprirla alla città e destinare l'area al diportismo nautico e alle strutture turistiche. Ma questo non è il programma più importante che, a nostro avviso, dovrebbe entrare nell'agenda del sindaco nel suo prossimo incontro con il capo del governo. La Convenzione Unesco (Parigi, 1972) obbliga il governo italiano ad assicurare ai siti che hanno ottenuto l'ambito riconoscimento di patrimonio dell'umanità come il Centro storico di Napoli (1995) gli interventi per il loro restauro conservativo al fine della salvaguardia e (artt. 4-5) e per poterli trasmettere integri alle generazioni future. Tuttavia Venezia, come Napoli patrimonio-Unesco, ha avuto finora dal governo circa 6 miliardi di lire, in nove tranche, per la realizzazione del sistema di dighe Mose. Napoli invece aveva ottenuto per gli interventi nel Centro storico circa 200 milioni di euro di fondi europei, dimezzati a 100 milioni dalla giunta Caldoro, e poi in parte perduti per i ritardi nell'apertura dei cantieri (forse recuperabili nella nuova programmazione). Comunque una goccia nel mare perché il nostro centro storico è il più vasto di Europa, e peraltro era stato deciso di destinare i finanziamenti solo a monumenti lungo l'asse dei decumani, tranne il duomo di Napoli. È utile ricordare che il C. S. una straordinaria stratificazione di contesti dai Greci al primo Novecento, la memoria storica vivente della città si identifica anche con il suo cuore e il suo cervello nel senso che deve ulteriormente ospitare le funzioni pregiate di cui Napoli ha bisogno, a cominciare da quelle del sapere e della ricerca (abbiamo già perduto centri decisionali e direzionali). Come è stato appropriatamente detto da Laura Valente per Pompei, esso costituisce la nostra Expo permanente. Purtroppo la situazione è drammatica. Il Corriere ha denunciato che le monumentali chiese napoletane si stanno sgretolando in assenza di interventi; l'ex Soprintendente ai Beni Architettonici, Gizzi, già anni orsono lanciò l'allarme perché il 50 dei palazzi storici avevano bisogno di urgenti restauri; tutto il tessuto edilizio storico ha bisogno di manutenzione ordinaria e straordinaria. Allora se è vero che Venezia rischiava di essere sommersa, il sindaco di Napoli deve comunicare con fermezza a Renzi che il Centro storico partenopeo è a rischio di crollo. Che il governo deve rispettare l'obbligo della sua conservazione: è necessaria e urgente una Legge-obiettivo, dotata di fondi adeguati, per il restauro conservativo del Centro storico-Unesco, patrimonio dell'umanità .
Una legge-obiettivo per difendere il Centro storico
Il presidente di Italia Nostra Napoli Mazzarella, Guido Donatone, ha espresso apprezzamento per la posizione assunta dal sindaco di Napoli, De Magistris, che ha deciso di evitare progetti di architettura per il ridisegno urbanistico dell'area del Beverello, per evitare alterazioni del contesto paesaggistico, monumentale e ambientale di piazza Municipio. Tuttavia, Donatone sostiene che l'attuazione dell'auspicato progetto di restauro e riqualificazione urbana della negletta infrastruttura portuale costituita dal Molo S. Vincenzo e dalla Darsena borbonica è indifferibile.
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