Riapre il Museo archeologico nazionale dell'antica Volcei: dove la storia convive con il moderno. Riapre le porte al pubblico il "Marcello Gigante" di Buccino, dopo un periodo di chiusura durato circa un anno per i lavori di efficientamento energetico dei locali. L'appuntamento è per domani alle 16.30. All'evento parteciperanno tra gli altri, i soprintendenti Adele Campanelli e Francesca Casule, la senatrice Angelica Saggese, la componente della VII commissione parlamentare Luisa Bossa, l'assessore regionale al turismo Corrado Matera, il docente Filippo D'Oria e il sottosegretario del ministero dei Beni culturali Antimo Cesaro. A seguire il taglio del nastro per l'inaugurazione di piazza Municipio. Situata nel cuore del Tanagro e ai confini con la valle del Sele e circondata dai monti Alburni e attraversata dai fiumi Tanagro e Platano, l'antica città di Buccino-Volcei, conosciuta come Municipio romano, ha una storia millenaria. Sita in una posizione geografica dominante sulla piana del Sele, sin dall'antichità, Volcei è stata oggetto di un'affluenza continua di merci e nobili. Una storia importante quella di Volcei, nata intorno al IVsecolo avanti Cristo e scoperta grazie al sisma del 1980 che portò alla luce i tesori sepolti sotto i ciottoli delle case gentilizie delle famiglie buccinesi. I primi ritrovamenti dei reperti archeologici risalgono all'età del Neolitico, rinvenuti in località San Mauro e Piani. All'età del bronzo, risalgono le prime abitazioni in località Tufariello. All'età del rame, l'Eneolitico, si datano invece, le tombe ritrovate in località Sant'Antonio. Tra il III e il II sec. avanti Cristo, vennero costruite imponenti strutture e nelle campagne furono edificate ville per la produzione di olio e vino. Un suo abitante, Marco Otacilio Crasso fu anche console a Roma nel 261 avanti Cristo. Nel 1300 il contado di Buccino fu donato dagli Angioini, regnanti a Napoli, al conte Giorgio Lamagna, che ricostruì e fortificò il castello intorno al quale sorge il nucleo moderno. Successivamente il contado passò a Ferrante Caracciolo, duca di Martina e conte di Buccino. In epoca medioevale l'unico riutilizzo effettivo attestato delle strutture antiche avviene lungo l'asse del decumano. Gran parte dei reperti archeologici di Volcei che vanno dall'età della pietra all'età romana circa cinquemila pezzi, sonocustoditi nel museo che occupa una superficie espositiva di 1600metri quadrati dislocata su quattro livelli. Inaugurato nel 2009, l'edificio quattrocentesco riaprirà domani, mostrando tutte le sue bellezze grazie ad un finanziamento ministeriale di un milione e mezzo. Tra i pezzi più belli custoditi nel museo, il corredo funerario femminile della Tomba degli Ori risalente al IV sec. avanti Cristo e il mosaico della sala dedicata al Banchetto. Il museo è collocato all'interno del Parco archeologico urbano della città di Volcei dove è possibile ammirare i percorsi archeologici sotterranei mozzafiato.