Nel 1965 la Factory di Andy Warhol aveva tre anni, Pier Paolo Pasolini scandalizzava l'Italia con i suoi Comizi d'amore e un giovane Karl Lagerfeld si preparava a rivoluzionare uno dei capi più "borghesi" delle signore, la pelliccia, con il beneplacito delle sorelle Fendi, che lo avevano appena coinvolto nella loro azienda di famiglia. Lagerfeld sarebbe diventato l'artefice dell'evoluzione pop di quella pellicceria lanciata nel 1926 da Edoardo e Adele Fendi a via del Plebiscito, nel centro di Roma, ideando lo stesso logo della maison, la doppia F, acronimo di "fun furs", pellicce divertenti. Per festeggiare i suoi primi 90 anni, dunque, Fendi ha esaltato proprio quelle pellicce che ne hanno segnato la nascita e la sua più recente, e forse più alta, evoluzione, presentando nella sua città natale la seconda collezione di "haute fourrure" per l'autunno-inverno 2016-17, che ha sfilato ieri sera su una passerella di plexiglass allestita, un po' come i Floating Piers di Christo, sulle acque della Fontana di Trevi, al restauro della quale proprio Fendi ha contribuito con il progetto "Fendi for Fountains". «La pelliccia è la nostra origine ed esprime l'attitudine del marchio verso il prodotto - spiega Pietro Beccari, ceo della maison -. Più che una mera categoria di prodotto esprime la nostra ricerca, la sperimentazione, la capacità di applicare le tecniche del passato al futuro. E la dimostrazione che niente è impossibile per i nostri artigiani». La collezione stessa che si chiama Legends and Fairy Tales ed è ispirata a un libro di fiabe dei primi del Novecento, "East of the Sun and West of the Moon", illustrato dal danese Kay Nielsen lo conferma, con i suoi virtuosistici intarsi di zibellino e lince, le margherite di visone, i tessuti di pizzo e mohair ricamati di pelliccia, gli insetti di minuscole piume, i cappotti che hanno richiesto anche 1.500 ore di lavoro, rigorosamente a mano, le borse, che riprendono un modello degli anni Settanta realizzato in collaborazione con Gallenga, e le scarpe, di sapore vittoriano. Rispetto a Parigi, dove l'anno scorso fu presentata la prima collezione "Silver Moon", questa volta accanto ai capisalla ci sono molti abiti, tanto da far sospettare un esordio di Fendi nel mondo dell'haute couture: «No, per noi la couture è e resterà solo la pellicceria», sottolinea però il ceo. Circa 200 sono le persone che oggi, da tutto il mondo, sono pronte a spendere 1 milione di euro per una di queste creazioni, che nascono nell'atelier di pellicceria che si trova nella sede romana di Fendi, il Palazzo della civiltà italiana all'Eur. Nello stesso palazzo l'abilità degli stessi artigiani (circa 40, molti giovani) è celebrata dalla mostra "Artisans of Dreams", che ripercorre i 90 anni della maison in modo molto ludico (da non perdere la stanza di specchi con circa 300 "Bag Bugs", le decorazioni di pelliccia da borsa inventate da Silvia Venturini Fendi, terza generazione della famiglia e guida creativa delle linee uomo, bambino e accessori). Molto interessante il video che ripercorre l'heritage Fendi, che si può vedere seduti su una panca ricoperta di visone realizzata secondo la tecnica giapponese Shibori. «Il "touch of fur" è fondamentale per Fendi, si trova anche nelle scarpe, nei foulard, nel prêt-à-porter, nei jeans, sia per donna sia per uomo», aggiunge Beccari. Questa apoteosi della pelliccia ha scatenato l'anno scorso le proteste degli animalisti della Peta, che si sono ripetute anche ieri, prima della sfilata: «E ce ne saranno anche altre commenta il ceo . Voglio sottolineare che noi lavoriamo sempre nel rispetto delle regole, eticamente». Principi sempre più importanti per il cliente contemporaneo del lusso e anche per Lvmh, che detiene la maggioranza di Fendi dal 2001, e di cui la maison è oggi una delle stelle più brillanti. Gli analisti stimano i suoi ricavi in 1 miliardo di euro, e presentando il bilancio del 2015, chiuso con 35,6 miliardi di fatturato(16), Bernard Arnault disse che Fendi aveva avuto una crescita superiore al 20:. «Lo confermo aggiunge Beccari . E anche il 2016 è iniziato molto bene. Entro quest'anno apriremo due negozi in Australia, uno a Vienna, rafforzando Canada e Russia. Estenderemo l'e-commerce anche a Corea e Canada. Soprattutto, però, investiremo nell'omnichannel con tecnologie in store, perché crediamo che il canale fisico e quello digitale si sostengano a vicenda». Fendi rafforza questa strategia anche puntando sulle star dei "social", interpreti contemporanee della sua filosofia "fun", come Kendall Jenner, che ieri ha aperto la sfilata: il giorno prima il suo video delle prove postato su Instagram, della durata di appena tre secondi, ha avuto più di 1,8 milioni di visualizzazioni. E alla sfilata, alla sua apparizione, gli smartphone che l'hanno immortalata erano centinaia . La Fontana di Trevi, che Fendi ha contribuito a restaurare con un finanziamento di 2,5 milioni di euro Merito anche della scenografia? Roma certamente aiuta: «Palazzo Fendi sta per diventare il nostro primo negozio al mondo spiega Beccari parlando del flagship inaugurato nel marzo scorso a Largo Goldoni . Le Private Suites hanno avuto un tasso di occupazione dell'86 a giugno,e per il ristorante Zuma ci sono lunghe liste d'attesa. Roma ci sta come sempre dando tantissimo». E a Roma Fendi restituirà, visto che il progetto Fendi for Fountains, lanciato nel 2013, proseguirà con il finanziamento del restauro di altre quattro fontane della città, quella del Gianicolo, del Mosè, del Ninfeo del Pincio e del Peschiera. Intanto, Fendi ha donato anche 200mila euro in nuove tecnologie a Palazzo Poli, al quale la Fontana di Trevi è addossata, sede dell'Istituto Centrale per la Grafica e che ha ospitato il backstage della sfilata, e ha restaurato anche le panchine della terrazza del Pincio, dove c'è stata la cena post-sfilata, con vista sulla città e animata dalla musica di Giorgio Moroder.
ROMA-Fendi festeggia i suoi primi 90 anni con una sfilata sulle acque della Fontana di Trevi
Nel 1965, la Factory di Andy Warhol e i Comizi d'amore di Pier Paolo Pasolini, mentre Karl Lagerfeld si preparava a rivoluzionare la pelliccia con le sorelle Fendi. Oggi, Fendi celebra i suoi primi 90 anni presentando la seconda collezione di "haute fourrure" per l'autunno-inverno 2016-17. La pelliccia è la base del marchio e esprime la sua ricerca, sperimentazione e capacità di applicare le tecniche del passato al futuro. La collezione "Legends and Fairy Tales" è ispirata a un libro di fiabe e presenta intarsi di zibellino e lince, margherite di visone e tessuti ricamati di pelliccia.
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