Ieri i carabinieri del nucleo tutela dei Beni culturali si sono recati sul sagrato dei Girolamini, affidato dal Comune di Napoli a una pizzeria. Chiesti tutti i documenti compreso il via libera della Soprintendenza che non sembra ci sia. Napoli. Sono arrivati all'improvviso con le loro divise estive. Prima che i turisti che affollano i Decumani si sedessero ai tavolini della pizzeria piazziati sotto un grande ombrellone nel bel mezzo del sagrato del complesso monumentale dei Girolamini. I carabinieri del nucleo tutela Beni culturali, guidati dal capitano Carmine Elefante, hanno chiesto ai titolari del locale tutta la documentazione in loro possesso sull'affidamento della piazzetta da parte del Comune e l'ok della Soprintendenza. La prima è stata consegnata, la seconda, invece no per il semplice fatto che, a quanto sembra, non c'è. Su tutta la vicenda è stata aperta una inchiesta dopo le proteste dei comitati dei cittadini che hanno presentato un esposto. La tesi è che un monumento non può essere affidato a dei privati. Ma è proprio questo il motivo del contendere. La piazzetta data in affidamento alla pizzeria fa parte dei Girolamini oppure no? Per il Comune è una semplice piazzetta e può essere quindi data in gestione come una aiuola o un pezzo di prato cittadino. E' l'amministrazione che ne risponde. Secondo fonti vicine alla Soprintendenza non è una piazzetta ma il sagrato della chiesa dei Girolamini e quindi fa parte integrante del monumento. Saranno i carabinieri a dipanare la faccenda che a questo punto appare molto complessa. «A quanto pare c'è uno scontro - spiega Antonio Pariante del Comitato Portosalvo - tra il Mibact e il Comune su a chi compete lo spazio. Per noi è sagrato ma su tutta la vicenda forse la Curia potrebbe dire qualche parola di chiarezza, ma tace. Comunque quell'ombrellone piazzzato là è un pugno nello stomaco alla storia di Napoli e noi chiediamo il ripristino dello stato dei luoghi». Sta di fatto che la piazza, che prima era abbandonata al degrado e alla spazzatura ora è pulita. Ma ogni medaglia ha due facce. E così si può notare un divanetto con poltrone messo proprio davanti alle scale della chiesa e una serie di manifesti che pubblicizzano corsi per pizzaioli. Inoltre si notano le catene spezzate tra gli antichi paracarri che proteggevano il sagrato. E c'è un giallo: a terra è comparso un amorino in stile barocco, come se un fregio fosse stato staccato dalla chiesa e buttato a terra. Una allegoria della morte. Forse l'opera di un artista di strada che ha voluto sottolineare la fine dell'arte in nome del dio denaro, oppure realmente un fregio staccatosi dalla facciata. O, ancora, una iniziativa della pizzeria per attrarre clienti. Il mistero non è stato svelato. Ma vista la scia di contorno che si trova a terra dietro il puttino si propende per la prima ipotesi. Speriamo. I titolari della pizzeria, famosa perché un giorno lì si fermò il presidente Bill Clinton in visita a Napoli, restano tranquilli. Ed hanno avvicinato al gazebo il cartello «ufficiale» con cui il Comune concede in gestione lo spazio. Una soluzione che potrebbe essere pensata anche per altri luoghi dei Decumani. Perché l'Unesco minaccia da anni di ritirare la tutela al centro storico di Napoli se non vengono realizzati i progetti di restyling già finanziati con oltre cento milioni di euro dall'Unione europea. Ed è palpabile sia l'aumento esponenziale dei flussi turistici sia lo stato dell'incuria in cui si trovano i Decumani. Dove però ogni giorno aprono nuovi negozi tra ristoranti, bar, friggitorie e profumerie. In molti hanno fiutato l'affare e così il Comune prova a cavalcare l'onda. E ci sarà il via libera per tutti se ai Girolamini vincerà la pizza.