Roma. Il castello che non poteva «espandere» il suo regno e quel progetto di Berdini mai realizzato. C'è un contenzioso che riguarda l'assessore in pectoredella giunta Raggi (riportato da Il Fatto Quotidiano) ed è incentrato sul castello di Torrenova, tenuta di Roma sud, sulla via Casilina, passata di mano tra nobili famiglie della Capitale, dagli Aldobrandini ai Borghese. Oggi ripercorre la vicenda l'avvocato Nicola Baioni, pronipote di quel Pio Migliorelli che nel 1923 acquistò la proprietà. Fin dal 2001 Berdini lavorò su un progetto di ristrutturazione del castello, un Piano integrato di recupero inserito nel Piano regolatore. Poi, un ramo della famiglia, gli Antiochia, volle realizzare anche una decina di appartamenti vista fortezza. «Gli versammo un acconto di 10 mila euro. Poi per mesi abbiamo atteso i disegni», ricostruisce così Baioni gli ultimi contatti (non pacifici) con il futuro assessore. Alla fine, rapporti chiusi. «I nostri nuovi tecnici però trovarono subito la falla che Berdini, pur lavorando al castello da 10 anni, non scoprì» spiega Baioni. Nuove cubature sì, ma solo se inserite in un piano più ampio (la riqualificazione della rocca, mai realizzata): troppi vincoli e indice di edificabilità minimo. Gli Antiochia scrivono all'urbanista una stoccata per non essersi accorto del guaio e poi chiedono conto. «Aveva incassato 10 mila euro sui 30 mila concordati e il progetto non era realizzabile. E, in più, non emise fattura», ribadisce il legale che inviò anche una lettera di costituzione in mora per la restituzione dei soldi. La posizione di Berdini è chiara: l'edificabilità c'era e la fattura sarebbe seguita al pagamento totale della consulenza, mai avvenuto.
Quella lite sul castello. Il contenzioso di Berdini
L'avvocato Nicola Baioni, pronipote di Pio Migliorelli, ha denunciato un contenzioso con l'assessore in pectore della giunta Raggi riguardo al castello di Torrenova, in Roma sud. Berdini aveva lavorato su un progetto di ristrutturazione del castello dal 2001, ma non riuscì a realizzare la decina di appartamenti previsti. Baioni sostiene che Berdini non scoprì la falla del progetto e che non emise fattura per i 30 mila euro concordati.
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